Nel 2021 ai pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena, che comprende il Policlinico e l’ospedale civile di Baggiovara, si sono registrati   324 accessi di donne vittime di violenza contro le 275 del 2020; negli altri ospedali dell’Ausl di Modena, sul territorio provinciale, il numero dei casi, relativo al tutto il 2021,  è salito a 245 contro i 233 del 2020; in pratica su base annua sono quasi 600 gli accessi di donne modenesi vittime di aggressione che si sono rivolte nel 2021 alla rete dei pronto soccorso ospedalieri modenesi.

I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio contro la violenza di genere e pubblicati sul portale www.violenzadigenere.provincia.modena.it, dove sono disponibili tutte le informazioni sui servizi e le iniziative e rappresentano uno strumento utile anche per la programmazione delle iniziative coordinate dall’apposito Tavolo sulla violenza contro le donne della Prefettura.

Il report è stato presentato martedì 22 marzo nella sede della Provincia alla presenza di Alessandra Camporota, prefetto di Modena, Maurizia Rebecchi, consigliera provinciale con delega alle Pari opportunità (nell’immagine in alto), Geminiano Bandiera, direttore Pronto soccorso e Medicina d’urgenza dell’Ospedale civile e del dipartimento interaziendale di Emergenza urgenza, Fabio Facchinetti, direttore dell’Ostetricia e Ginecologia del Policlinico, Maira Camera, ostetrica del Policlinico, Monica Dotti, coordinatrice del Centro antiviolenza Ldv dell’Ausl di Modena, e Stefania Travagli, responsabile dei consultori dell’Ausl di Modena, Elena Campedelli, presidente Casa delle donne contro la violenza di Modena, e Laica Montanari, presidente del Centro antiviolenza Vivere donna di Carpi.

«Il report – sottolinea il prefetto Alessandra Camporota – ci mostra un quadro preoccupante del fenomeno, che ha assunto oggi in Italia le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale, sintomo di un problema strutturale e culturale che per la complessità delle sue ragioni e la pluralità delle sue manifestazioni può essere combattuto solo con una strategia condivisa e coordinata. In tale contesto assume rilevanza il lavoro che viene svolto in questa Provincia, che pur presenta dati in crescita, nell’ambito del Tavolo costituito presso la Prefettura che, attraverso una rete virtuosa dei soggetti impegnati su questo fronte, consente il coordinamento e la condivisione delle iniziative poste in campo sul versante della prevenzione, dell’educazione, della formazione, del presidio e dell’assistenza alle vittime».

Dalla ricerca emergono anche, per la prima volta, i dati modenesi sulle richieste di aiuto arrivate al numero 1522 attivato dal ministero per le Pari opportunità: nei primi nove mesi del 2021 le vittime di violenza che si sono rivolta al servizio sono state 104, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2020 (più cinque per cento) e quasi raddoppiate rispetto al 2019, a testimoniare l’utilità di questo servizio durante il lockdown a causa delle difficoltà di accesso ad altri servizi che sono diminuiti.

«Sono dati tuttora allarmanti – commenta Rebecchi – aggravati dalla pandemia e dai lockdown; spesso le violenze riguardano la cerchia familiare, un luogo dove le donne dovrebbero sentirsi più al sicuro. Ci auguriamo che il recente decreto del Governo che rafforza l’azione di contrasto, come la procedibilità d’ufficio, l’inasprimento delle pene e l’arresto immediato in caso di imminente pericolo per le donne possa avere un impatto positivo. Serve comunque un potenziamento dei centri dove le donne possono rivolgersi in sicurezza oltre a una maggiore sensibilizzazione, a partire dalle scuole».

La ricerca, inoltre, riporta che nel 2021 sono stati 29 i casi di violenza sessuale gestiti dall’accettazione ostetrico-ginecologica dell’Aou di Modena, in aumento rispetto al 2020 quando i casi erano stati 19 e al 2019 con 24 casi; dal 2015 è stata avviata la procedura condivisa fra Aou e Ausl di Modena per gestione unica al Policlinico di tutti i casi di violenza sessuale che arrivano nelle strutture sanitarie pubbliche della provincia di Modena.

I DATI DEI CENTRI ANTIVIOLENZA: NEL 2022 ALLA CASA DELLE DONNE DI MODENA 153 ACCESSI

Nel report dell’Osservatorio sulla violenza di genere sono disponibili anche i dati relativi ai Centri antiviolenza di Modena e Carpi che aderiscono alla rete regionale.

Nel 2021 la Casa delle donne di Modena ha registrato 410 accessi di donne che hanno subito violenza, di cui 302 per la prima volta (in tutto il 2020 erano stati 343, di cui 260 la prima volta): 172 accessi per violenze fisiche, 266 per violenze psicologiche, 110 per violenze economiche e 52 per violenze sessuali; disponibili anche i dati dei primi mesi del 2022, sempre relativi alla casa delle donne di Modena: all’8 marzo si sono rivolte al centro 153 donne che hanno subito violenza di cui 52 nuovi accessi.

Al Centro vivere donna di Carpi gli accessi sono stati 53 nei primi sei mesi del 2021 contro i 66 totali di tutto il 2020, di queste 21 per la prima volta: 17 per violenza fisica, 21 psicologica, otto economica e 11 per violenza sessuale.

IL CENTRO LDV DELL’AUSL: IN 10 ANNI OLTRE 300 ACCESSI AL SERVIZIO PER GLI UOMINI

Il Centro Ldv-Liberiamoci dalla violenza, attivato dall’Ausl di Modena per l’accompagnamento al cambiamento di uomini autori di violenza, ha registrato, dalla sua attivazione nel 2011, il trattamento di oltre 330 casi di cui 158 hanno concluso il percorso; a febbraio 2022 sono in trattamento 45 casi con 30 nuove prese in carico nel corso del 2021.

Il numero dei contatti telefonici ricevuti dal Centro Ldv, a partire dal 2011 ad oggi, ammontano a 1.351 di cui: 571 uomini (per avere informazioni e richiedere un appuntamento), 124 donne per avere informazioni per possibili invii dei compagni o mariti, 656 fra operatori dei servizi per eventuali invii, avvocati e altre persone interessate.

 

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