
Si è svolto oggi, venerdì 22 maggio, presso la sede di Confindustria Ceramica a Sassuolo, il convegno dal titolo “ETS: cosa sono e perché rischiano di deindustrializzare il paese”. L’incontro, organizzato dall’Associazione Stampa Modenese e dal Comune di Sassuolo, con la collaborazione di Confindustria Ceramica, ha acceso i riflettori sul futuro del manifatturiero italiano e sulle pesanti incognite legate alle politiche climatiche dell’Unione Europea, vedendo la partecipazione attiva di rappresentanti istituzionali, tecnici e leader industriali, tra cui l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, presidente dell’European Parliament Ceramics Forum.
I lavori si sono aperti con l’introduzione di Pier Paolo Pedriali (Associazione Stampa Modenese) e i saluti istituzionali dell’assessore Federico Ferrari. Successivamente, i tecnici di Confindustria Ceramica, Mauro Rullo e Andrea Serri, hanno illustrato nel dettaglio il funzionamento degli Emission Trading System (ETS). Nati originariamente come strumenti economici volti alla progressiva riduzione delle emissioni di gas serra attraverso un mercato di quote di CO2, gli ETS si trovano oggi al centro di un acceso dibattito a causa dei gravosi costi finanziari che impongono alle imprese, mettendo a serio rischio la tenuta dei distretti industriali a forte vocazione produttiva.
Il momento centrale della mattinata è stato la tavola rotonda moderata da Ilaria Vesentini, vice direttore di Italy Post, che ha visto il confronto tra il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini, l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, Alberto Selmi per Confindustria Ceramica e Paolo Lamberti in rappresentanza di Acimac (Associazione Costruttori Italiani Macchine Attrezzature per Ceramica).
“Entro l’estate – ha affermato l’europarlamentare Elisabetta Gualmini, presidente dell’European Parliament Ceramics Forum – avremo due nuovi strumenti che saranno presentati. La Commissione Europea ha chiesto ai rappresentanti dell’industria, alle istituzioni e ai cittadini, attraverso una consultazione pubblica che terminerà l’8 giugno, di fare proposte per migliorare i cosiddetti benchmark, i parametri di riferimento, degli Ets. Parallelamente il 15 luglio verrà presentata la proposta legislativa di revisione del dossier sugli Ets. Credo ci sia margine per migliorare le cose”.
“In questo primo trimestre stiamo a -2% dio produzione, la febbre non è ancora alta ma il malessere sta crescendo. Se la situazione non dovesse cambiare – ha affermato Alberto Selmi di Confindustria Ceramica – continuare ad investire nel nostro continente sarebbe assolutamente irrazionale ed anti economico. Ciò che noi chiediamo è semplicemente ci venga permesso di continuare a lavorare creando posti di lavoro. L’Italia è ancora un luogo ottimo per fare ceramica perché abbiamo forza lavoro, know how, tecnologie i distretti: noi vogliamo continuare ad investire nel e per il territorio”.
“C’è una grande attenzione da parte del territorio – ha affermato il Sindaco di Sassuolo Matteo Mesini – sullo stato di salute di un comparto che impiega circa 14000 lavoratori nella sola industria ceramica, a cui va aggiunto tutto l’indotto. Il distretto si è distinto negli anni per la capacità di lavorare insieme, privato pubblico. Fare squadra dando voce a un sistema manifatturiero che lavora d’insieme credo sia indispensabile anche in vista della consultazione pubblica che l’Ue ha fatto sul tema”.
“La transizione ecologica è un percorso obbligato e condiviso, ma non può trasformarsi in un processo di desertificazione industriale per il nostro Paese – ha affermato il Presidente di Acimac Paolo Lamberti – abbiamo bisogno di leader forti, più arrabbiati e consapevoli del fatto che l’attuale impianto del sistema ETS rischia di penalizzare pesantemente chi produce in Italia e in Europa, a tutto vantaggio di competitor extra-UE che non sono sottoposti agli stessi standard ambientali. Chiediamo alle istituzioni un approccio pragmatico e non ideologico”.


