Giovanni Paglia

“Fronteggiare la piaga del caporalato e fornire alle vittime tutto il supporto e i servizi necessari per emanciparsi da una vera e propria schiavitù e vivere nella legalità. Solo così possono affrontare una vita lavorativa e sociale normale: trovare casa, utilizzare mezzi di trasporto, oltre ad avere un regolare permesso di soggiorno, nonché imparare la lingua italiana, uno tra gli elementi principali alla base dello sfruttamento in ambito lavorativo”. È quanto afferma l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, che ha partecipato a Modena all’incontro della Rete per il lavoro agricolo di qualità, e che ha condiviso i contenuti anche con l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.

“Vogliamo ringraziare la direzione provinciale Inps di Modena per aver convocato questo tavolo, un’occasione molto utile di confronto con sindacati, associazioni di categoria, istituzioni e Forze dell’ordine, finalizzata a condividere un punto di vista sullo stato del lavoro in agricoltura e proposte per rafforzarne qualità e dignità- hanno sottolineato Paglia e Mammi-. Dopo i recenti casi di cronaca nel modenese l’Agenzia regionale per il lavoro ha subito chiesto di attivare il confronto operativo, proprio con l’obiettivo di pianificare interventi efficaci sul territorio tra tutti i soggetti coinvolti, offrendo la propria disponibilità e quella dei Centri per l’impiego che del territorio modenese per dedicare servizi specifici a favorire l’incrocio della domanda e dell’offerta di lavoro in una cornice di piena legalità”.

L’Emilia-Romagna, con le sue 2.522 aziende rappresenta circa un quarto delle 10.664 aziende italiane complessivamente iscritte alla Rete, una ‘buona pratica’ riconosciuta a livello nazionale.

Dal dibattito sono subito emersi gli elementi fondamentali che caratterizzano il caporalato e che ne consentono il diffondersi sul territorio: il problema di trovare un alloggio, che viene fornito da chi sfrutta a prezzi esorbitanti mettendo il lavoratore in una condizione di sudditanza economica;  la mancanza di mezzi di trasporto propri, che vengono forniti dai caporali in totale spregio alle norme di sicurezza e che vengono anche utilizzati come ulteriore forma di controllo sugli spostamenti delle persone; la mancanza di un regolare permesso di soggiorno e la barriera linguistica.

“La Regione Emilia-Romagna non farà mancare il suo sostegno- hanno assicurato gli assessori- con l’obiettivo di rendere sempre più forte la nostra economia agricola, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti del lavoro. È fondamentale mantenere sempre alta l’attenzione per respingere qualsiasi forma di illegalità e sfruttamento. Allo stesso tempo si deve lavorare per garantire a lavoratrici e lavoratori stagionali l’accesso a servizi fondamentali, come corsi di lingua, trasporti, alloggio, formazione”.

Nel solco dell’impegno a promuovere il lavoro regolare e a contrastare la diffusione del caporalato nel modenese, lo scorso 1^ aprile si è tenuto un “Agriday” a Vignola, organizzato da Agenzia regionale per il lavoro e dal Centro per l’impiego di Vignola, che ha visto la partecipazione di 13 imprese agricole del territorio modenese impegnate nella raccolta delle ciliege. L’iniziativa, volta a favorire l’incontro tra aziende e lavoratori attraverso l’intermediazione del servizio pubblico, garantendo così opportunità occupazionali regolari e trasparenti, ha riscosso successo, con quasi 200 persone presenti. È stata anche l’occasione per distribuire ai partecipanti volantini informativi in lingua inglese, araba e urdu con indicazioni sui principali diritti dei lavoratori nel settore agricolo, dalla retribuzione prevista dal contratto provinciale all’obbligo di un contratto di lavoro scritto, dal rispetto dell’orario di lavoro e dei riposi settimanali alla sicurezza sul lavoro.

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