La Regione Emilia-Romagna approva la nuova legge regionale per il sostegno ai comparti agricoli, zootecnici, della pesca e dell’acquacoltura e mette in campo oltre 12 milioni di euro nel triennio 2026-2028, con le prime risorse già attive da quest’anno.
La norma, approvata oggi in Assemblea legislativa, introduce un quadro di interventi più stabile e strumenti operativi aggiornati, con l’obiettivo di rendere il sostegno regionale più efficace e aderente alle esigenze dei diversi comparti produttivi. Per il 2026 sono già previsti 5,74 milioni di euro, destinati ad attivare contributi, indennizzi e misure mirate a favore delle imprese.
Il provvedimento si inserisce in un contesto segnato dalla volatilità dei mercati, dall’incremento dei costi dei fattori produttivi, dagli effetti sempre più evidenti degli eventi climatici estremi e dalla diffusione di specie invasive, che incidono direttamente sulla tenuta economica delle imprese. In questo quadro, rende strutturale il sostegno regionale ai comparti e aggiorna le linee di intervento, introducendo strumenti più flessibili e una dotazione finanziaria dedicata, per sostenere in modo mirato le filiere produttive e accompagnarne la tenuta e lo sviluppo.
Una parte significativa delle disposizioni riguarda inoltre l’apicoltura: la disciplina regionale viene aggiornata e allineata al quadro nazionale, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dell’ape mellifera ligustica, sottospecie autoctona italiana, attraverso un sistema più efficace di controlli e misure di sorveglianza.
“Con questa legge diamo stabilità a un sistema di interventi che finora è stato frammentato e che oggi diventa strutturale, con risorse certe e strumenti più efficaci per sostenere imprese e filiere- afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Interveniamo in una fase in cui i costi di produzione aumentano, i mercati sono sempre più instabili e gli effetti degli eventi climatici estremi e delle specie invasive incidono direttamente sulla sostenibilità economica delle aziende. Per questo mettiamo in campo contributi, indennizzi e misure mirate, ma soprattutto aggiorniamo il modo in cui la Regione interviene, rendendolo più flessibile e più vicino alle esigenze reali dei comparti produttivi. L’obiettivo è rafforzare la competitività e la tenuta del sistema agricolo regionale, tutelando il reddito delle imprese e la qualità delle produzioni”.
“Un capitolo importante riguarda l’apicoltura, un settore che ha un valore, non solo economico ma anche ambientale, strategico- prosegue Mammi-. Con le modifiche introdotte allineiamo la normativa regionale a quella nazionale e rafforziamo i controlli e le misure di sorveglianza, per garantire una tutela più efficace dell’ape mellifera ligustica, patrimonio della nostra biodiversità e elemento essenziale per l’equilibrio degli ecosistemi”.
I dettagli del provvedimento
La nuova disciplina regionale è finalizzata a rendere più strutturale ed efficace il sostegno ai comparti delle produzioni vegetali, della zootecnia e della pesca. L’obiettivo è razionalizzare e armonizzare le linee di intervento regionali, affiancando strumenti operativi più flessibili, capaci di adattarsi alle reali esigenze dei settori produttivi e di orientare in modo più mirato le politiche di sostegno.
Dal punto di vista finanziario, il provvedimento prevede uno stanziamento complessivo superiore ai 12 milioni di euro nel triennio: 5,74 milioni per il 2026, 3,29 milioni per il 2027 e 3,49 milioni per il 2028. Le risorse saranno utilizzate per attivare contributi e indennizzi a favore delle imprese agricole, zootecniche, della pesca e dell’acquacoltura, ma anche per sostenere interventi legati all’innovazione, alla sostenibilità e alla tutela del patrimonio produttivo regionale.
Gli ambiti di intervento vanno dall’adozione di tecniche colturali innovative e a basso impatto ambientale, al mantenimento delle razze autoctone e alla salvaguardia della biodiversità, fino alla protezione degli allevamenti ittici da fenomeni critici come anossia, proliferazione algale e diffusione di specie invasive.
Nel comparto delle produzioni vegetali, sono previsti contributi per favorire l’adozione di tecniche colturali specifiche, l’utilizzo di sementi e tubero-semi certificati e l’impiego di mezzi tecnici per migliorare e proteggere le colture, oltre all’adesione a regimi di qualità. A questi strumenti si affiancheranno attività di assistenza tecnica, azioni dimostrative e iniziative informative rivolte alle organizzazioni di produttori, con particolare attenzione al contrasto delle fitopatie e degli organismi nocivi. Per il 2026 le risorse disponibili superano i 3,5 milioni di euro: 1,5 milioni di euro in regime de minimis per la coltivazione della barbabietola, 700mila euro per la pataticoltura, 500mila euro per la risicoltura, 700mila euro per il settore della pera e 150mila euro per il comparto olivicolo.
Per quanto riguarda la zootecnia, saranno attivati contributi destinati ad allevatori, associazioni ed enti selezionatori riconosciuti, per sostenere il mantenimento delle razze autoctone e la biodiversità, migliorare la qualità genetica delle risorse animali e promuovere il benessere animale. Una parte degli interventi sarà inoltre dedicata alla prevenzione e al contenimento delle malattie, accompagnata da attività di informazione, promozione e assistenza tecnica. Nel 2026 lo stanziamento complessivo per il comparto è pari a 640mila euro, di cui 500mila euro destinati al miglioramento genetico del bestiame, 100mila euro per l’acquisto di vaccini per contrastare la diffusione della blue tongue e 40mila euro per l’acquisto di tori.
Interventi mirati sono previsti anche nel settore della pesca e dell’acquacoltura con indennizzi e contributi che serviranno a contenere l’impatto delle specie invasive, a ripristinare gli allevamenti danneggiati e a compensare le perdite produttive legate ai periodi di fermo pesca, oltre che agli effetti dell’anossia e della proliferazione algale. È prevista, inoltre, una compensazione per far fronte alla fluttuazione dei costi di produzione. Per il 2026 sono stanziati 1,5 milioni di euro, di cui 1 milione di euro destinato al ripristino degli allevamenti di vongole e 500mila euro per il contrasto ai fenomeni di anossia.
Una parte significativa del provvedimento è infine dedicata all’apicoltura: la legge aggiorna la normativa regionale adeguandola al quadro nazionale, rafforza la tutela dell’Apis mellifera ligustica – l’ape autoctona italiana – e semplifica complessivamente l’impianto normativo. La norma introduce una definizione più chiara di apiario in stato di abbandono, il divieto di nomadismo nelle aree di rispetto per la fecondazione delle api regine della sottospecie ligustica, l’allineamento ai piani nazionali dei controlli sanitari e un sistema sanzionatorio più articolato, che amplia anche il ricorso alla diffida. Il provvedimento recepisce le richieste avanzate dalle associazioni di settore e prevede inoltre il finanziamento di attività di controllo, ricerca, studio e diffusione delle conoscenze scientifiche, insieme a servizi specializzati per lo sviluppo e la tutela dell’apicoltura regionale.


