Il reggiano Lorenzo Catellani è il nuovo Presidente di CIA Emilia-Romagna. L’elezione è avvenuta oggi a Bologna nel corso dell’Assemblea elettiva regionale, intitolata “Dalle radici, il nostro futuro”, che ha riunito delegati e rappresentanti del mondo agricolo provenienti da tutto il territorio.

“Ricevere questo incarico è per me motivo di profonda emozione e grande orgoglio – ha dichiarato Catellani –. Innanzitutto ringrazio il presidente uscente Stefano Francia per il grande lavoro svolto con competenza, professionalità e impegno. È un onore per me rappresentare gli agricoltori dell’Emilia-Romagna, donne e uomini che ogni giorno, con fatica, competenza e passione, tengono vivo il nostro territorio e ne custodiscono l’identità. A loro va il mio primo pensiero e il mio impegno: non lasceremo indietro nessuno e lavoreremo insieme per dare forza, dignità e prospettiva al nostro lavoro. Sappiamo che le sfide sono complesse, ma sappiamo anche che questo settore ha dentro di sé le energie, le capacità e la determinazione per affrontarle. Il mio obiettivo è rafforzare una rappresentanza vicina alle imprese, capace di ascoltare, di accompagnare e di trasformare le difficoltà in opportunità concrete per tutto il mondo agricolo”.

 

Nel suo intervento, Catellani ha richiamato il valore della storia e dell’identità agricola come punto di partenza per costruire il futuro: “Le nostre radici sono la terra, la storia e il lavoro di generazioni. È da qui che dobbiamo partire per costruire un futuro fatto di responsabilità, innovazione e scelte coraggiose”.

Il nuovo Presidente ha quindi delineato una visione chiara per l’agricoltura emiliano-romagnola, ribadendone il ruolo centrale come pilastro economico, sociale e identitario della regione, nonché uno dei sistemi agroalimentari più rilevanti a livello europeo.

Catellani ha evidenziato la forza della Food Valley regionale, fondata su qualità certificata e filiere di eccellenza, ma non ha nascosto le criticità che oggi attraversano il settore: dall’aumento dei costi di produzione, aggravato dai conflitti internazionali, all’instabilità dei mercati, fino agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.

Forte anche il richiamo alla necessità di una gestione equilibrata del territorio e delle politiche energetiche. In particolare, Catellani ha sottolineato l’urgenza di governare la transizione energetica, evitando lo sviluppo indiscriminato di impianti agrivoltaici su suoli agricoli produttivi e puntando invece su regole chiare e una pianificazione condivisa.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’innovazione, con un’attenzione particolare alle opportunità offerte dal digitale e dall’intelligenza artificiale, strumenti sempre più decisivi per migliorare l’efficienza e la sostenibilità delle imprese agricole.

Nel suo intervento non sono mancati i riferimenti alle aree più fragili del territorio, come l’Appennino, dove l’agricoltura rappresenta un presidio fondamentale, e alla necessità di rafforzare le politiche di sviluppo territoriale, il sostegno alle imprese e gli strumenti per garantire continuità produttiva e presidio delle comunità locali.

Guardando infine al contesto europeo e internazionale, Catellani ha evidenziato la necessità di una Politica agricola comune più semplice, equa e realmente orientata al sostegno del reddito degli agricoltori, oltre alla difesa del principio di reciprocità negli scambi commerciali.

“Di fronte a scenari sempre più complessi, segnati da guerre, mercati instabili, crisi climatiche ed energetiche, c’è sempre più bisogno di agricoltura – ha rimarcato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Mai come adesso, le istituzioni sono chiamate a sostenere e rilanciare il settore con misure efficaci e risorse adeguate. Servono politiche capaci di rafforzare le produzioni e proteggere le imprese dagli shock globali, per continuare a garantire cibo sano e sicuro a tutti. Per questo rilanciamo con forza la necessità di riconoscere pienamente il ruolo degli agricoltori come custodi. Custodi della sicurezza alimentare, ma anche custodi del territorio in tutte le sue dimensioni: dalla tenuta delle aree interne alla prevenzione del dissesto idrogeologico, dalla gestione delle risorse idriche alla produzione di energia verde, fino alla difesa della biodiversità. Dietro gli agricoltori c’è molto più del presente: c’è la sicurezza dei cittadini, l’equilibrio dei territori e il futuro delle nostre comunità. Non possiamo permetterci di perderlo”.

“Il lavoro delle associazioni che rappresentano le imprese agricole e agroalimentari è un supporto straordinario quotidiano per le politiche pubbliche promosse dalla Regione Emilia-Romagna verso le imprese – è intervenuto l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi -. Grazie a Cia per la propria attività di supporto tecnico e di rappresentanza per le nostre imprese agricole regionali e per il continuo confronto, sempre costruttivo. Oggi più che mai l’agricoltura è sottoposta a sfide importanti e complesse: dal surriscaldamento globale e ai cambiamenti climatici, alle perturbazioni dei mercati dovute a una situazione internazionale sempre più tesa, alla difesa del lavoro quotidiano degli agricoltori di fronte a una concorrenza aggressiva che arriva da altri paesi – soprattutto extra UE – con regole diverse da quelle comunitarie. E’ una battaglia che dobbiamo vincere insieme come territorio, a garanzia della qualità del cibo che ogni giorno si produce in Emilia-Romagna e che arriva sulle tavole di tutto il mondo”. La Regione “continuerà il proprio lavoro di sostegno alle imprese grazie alle risorse dello Sviluppo Rurale. A fine dicembre abbiamo già messo a disposizione 722 milioni alle imprese agricole e agroalimentari, rispetto al miliardo complessivo della programmazione 2023 – 2027 e altri bandi sono in uscita in questo primo quadrimestre 2026. Siamo inoltre in grado di garantire grazie a una riallocazione di risorse lo scorrimento delle graduatorie per i bandi rivolti ad alcune misure a investimento, tra le quali quelle rivolte ai giovani imprenditori agricoli per ulteriori 22 milioni di euro complessivi, e faremo unnuovo bando nelle prossime settimane per ulteriori 28 milioni di euro, sempre per i giovani agricoltori. Continueremo a garantire il nostro impegno a fianco delle imprese del settore primario per il benessere animale, la protezione delle produzioni in campo, il contrasto del dissesto idrogeologico e altri aspetti centrali per il sostegno al reddito delle imprese e alla qualità produttiva agricola e agroalimentare”.

“Il nostro compito – ha concluso il neo presidente Lorenzo Catellani – è trasformare le difficoltà in opportunità, dando voce agli agricoltori e costruendo risposte concrete. Il futuro dell’agricoltura emiliano-romagnola richiede responsabilità, visione e velocità di azione: è una sfida che si costruisce ogni giorno, insieme”.

Ora in onda:
________________