
Tale iniziativa, che vede nel comitato scientifico il Dottor Stefano Panareo (foto), il Dottor Alessio Bruni della Radioterapia dell’AOU, il Dottor Roberto Sabbatini dell’Oncologia dell’AOU e il Dottor Luca Urso (Dirigente Medico della Medicina Nucleare dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo) servirà a presentare alcune nuove molecole, in ambito medico nucleare, che in futuro saranno utilizzate a scopo diagnostico e terapeutico, anche in ambito radioterapico. Esperti provenienti da tutta Italia e operanti nei principali centri di eccellenza illustreranno i risultati della sperimentazione e i prossimi passaggi verso un loro uso: verranno infatti indicati i tempi di introduzione nella pratica clinica.
«La nostra intenzione – spiega il Dottor Stefano Panareo – è quella di fornire a tutti i partecipanti le opportune conoscenze, spiegare come verranno utilizzate nel futuro le molecole e quali modifiche avranno di conseguenza l’approccio diagnostico e quello terapeutico, parlando anche dei benefici in termini di sopravvivenza dell’individuo e di come i pazienti possono affrontare in maniera più serena una neoplasia di tale rilevanza».
Relativamente al carcinoma prostatico, sono più di 100 i nuovi casi di malattia diagnosticati ogni anno nel territorio modenese e non meno di 50 i casi che vanno incontro a ripresa di malattia. La Medicina Nucleare del Policlinico di Modena esegue ogni anno 350 PET con radio-farmaci specifici per lo studio della prostata (PSMA e Colina) con un trend in crescita negli ultimi anni. Infatti, nel primo semestre del 2023, vi è stato un incremento di prestazioni PET del 25% in tale ambito, se confrontato con lo stesso periodo del 2022, a dimostrazione della crescente richiesta di indagine PET in questo specifico contesto.


