
La Provincia di Modena votato lo scorso 20 luglio in Consiglio provinciale, un ordine del giorno per la costituzione di parte civile e lo scorso 23 novembre aveva partecipato al tavolo dell’Osservatorio modenese sulla violenza contro le donne, nel corso del quale Maurizia Rebecchi, consigliera provinciale delegata al tavolo prefettizio contro la violenza di genere, sottolineava che «anche alla luce dei tragici eventi degli ultimi mesi che hanno riguardato purtroppo donne delle nostre comunità, l’esperienza del Protocollo d’intesa prefettizio per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto della violenza nei confronti delle donne, evidenzia quanto sia fondamentale continuare a raccogliere e monitorare i dati della violenza di genere considerata nelle sue diverse accezioni: fisica, psicologica, economica e sessuale. Solo tenendo alta l’attenzione e non minimizzando il problema, possiamo sperare che quei numeri, oggi ancora troppo alti, scendano vertiginosamente fino a scomparire per sempre».
Tra le motivazioni che hanno portato la Provincia di Modena alla richiesta di costituzione di parte civile si legge che «La violenza sulle donne intesa come abuso, sopraffazione, limitazione delle libertà personali, disparità di trattamento e sottrazione di opportunità, violazione di diritti, rappresenta una violazione dei diritti fondamentali della persona, ed anche un fenomeno che coinvolge l’intera struttura della società ovvero la vita sociale in tutte le sue articolazioni. Il danno causato dalla violenza di genere comporta anche la lesione del diritto-dovere pubblico spettante alle Istituzioni di garantire l’integrità psicofisica dei propri cittadini e di eliminare ogni ostacolo di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedisca il pieno sviluppo della persona umana».


