
“L’annata era partita in ritardo a causa di alcune ondate di freddo primaverile – inizia Catellani – ma poi l’andamento climatico ha notevolmente accelerato i tempi tradizionali dei vitigni e sta portando a un consistente anticipo sull’avvio della vendemmia. Con le uve bianche si partirà infatti subito dopo Ferragosto: il territorio coinvolto è essenzialmente quello collinare. La vendemmia delle uve rosse – dalla Via Emilia fino al fiume Po – inizierà invece già a fine agosto. Nel dettaglio, l’Ancellotta è in grande anticipo rispetto ai tempi, i lambruschi sono invece più in linea”.

Le quotazioni dei prodotti reggiani sono in linea con gli anni passati nonostante le difficoltà dell’annata, ma la marginalità si è molto ridotta. Gli imprenditori agricoli quest’anno devono infatti fare i conti – salati – con l’esplosione del costo del gasolio e delle bollette energetiche che incideranno notevolmente sui bilanci finali. Il resto della filiera sta soffrendo tantissimo: i vertiginosi rincari riguardano le bottiglie di vetro, i tappi, i noleggi dei container, le etichette e gli imballaggi. I prezzi sono alle stelle, e non sempre il materiale è disponibile.
Sull’intero settore si addensano anche le nubi che porta la flavescenza dorata, una patologia che causa la perdita della produzione e sta provocando l’estirpazione di migliaia di piante sull’intero territorio reggiano. La sua proliferazione attuale è dovuta soprattutto ai cambiamenti climatici. Sul grave problema, Catellani chiede l’intervento delle istituzioni, anche nazionali: “La sopravvivenza del settore è legata alla rapidità di intervento in campo, senza il quale l’intera filiera è a rischio. Un onere che l’agricoltura, da sola, non può sostenere”.


