
Il sostituto procuratore titolare delle indagini, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri di Montecchio Emilia, chiedeva ed otteneva dal tribunale di Reggio Emilia la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con assoluto divieto di accedervi all’interno senza autorizzazione del giudice. Stando a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, l’uomo con comportamenti abituali e ripetuti sottoponeva a costanti vessazioni fisiche i genitori, offendendoli, denigrandoli, minacciandoli di “fargli fare una brutta fine”, imponendogli costantemente le sue scelte all’interno dell’abitazione (cosa mangiare, quale bagno utilizzare, il numero delle telefonate da effettuare), le sue ideologie al punto da addivenire a discussioni caratterizzate da minacce e spintoni nonché vietando ai genitori di aprire la porta a carabinieri e polizia nel caso si fossero presentati a casa. Gravi episodi di maltrattamenti quelli descritti in denuncia che riscontrati dai Carabinieri di Montecchio Emilia hanno visto la Procura reggiana richiedere ed ottenere dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia il predetto provvedimento restrittivo di natura cautelare, che veniva eseguito dai Carabinieri di Montecchio che ponevano fine ai maltrattamenti.


