
Con questa realizzazione, il Maggiore entra nel nuovo Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva, rete ospedaliera COVID Intensive Care composta da 6 strutture sempre disponibili per pazienti Covid e non, un progetto della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Salute.
La nuova Terapia Intensiva e Semi Intensiva dell’Ospedale Maggiore è stata presentata questa mattina dal Ministro della Salute Roberto Speranza e dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Con loro il sottosegretario di Stato alla Salute, Sandra Zampa, l’Assessore regionale alle politiche per la salute, Raffaele Donini, la Vice Sindaca di Bologna, Valentina Orioli, il Vice Prefetto Vicario, Anna Pavone, la Prorettrice per le risorse umane dell’Università di Bologna, Chiara Elefante, il commissario dell’Azienda Usl di Bologna, Chiara Gibertoni.
Assieme all’Ospedale Maggiore, Azienda Usl di Bologna, compongono l’Hub nazionale e regionale per la Terapia Intensiva, il Policlinico S.Orsola, l’Ospedale Maggiore di Parma, il Policlinico di Modena, l’Ospedale Civile di Baggiovara e l’Ospedale degli Infermi di Rimini. Una rete che offre complessivamente 146 posti letto sempre utilizzabili, per curare oggi pazienti ammalati di Coronavirus e, in futuro, per ogni tipo di evenienza clinica che richieda il ricorso a cure intensive. Per l’Emilia-Romagna e per tutto il Paese.

L’investimento complessivo, di 6.007.700 euro, comprende 3 milioni e 526 mila euro per attrezzature biomediche, mentre in termini di risorse professionali, la nuova Terapia Intensiva e Semi Intensiva impegnerà 27 medici, 125 infermieri e 35 operatori socio sanitari, per un costo complessivo annuo di circa 10 milioni di euro. Oltre 7 milioni, invece, i costi di gestione annui legati all’approvvigionamento di beni e servizi.
I lavori, iniziati il 14 aprile con lo sgombero e la demolizione integrale del reparto pre esistente, sono continuati con quelli di realizzazione della nuova Area Critica, avviati il 23 aprile. Il completamento delle opere è avvenuto lo scorso 2 giugno, in soli 40 giorni, in anticipo rispetto alla data prevista.
Il cantiere ha visto la presenza quotidiana di oltre 50 tra tecnici ed operai edili, meccanici, elettrici. Particolare attenzione è stata posta all’utilizzo di tutti i Dispositivi di Protezione Individuale, soprattutto mascherine, sostituiti più volte al giorno. In tutto il cantiere sono state sempre presenti postazioni di disinfezione delle mani. Per non ritardare l’esecuzione dei lavori, infine, ma garantire la sicurezza, sono stati messi a disposizione più ascensori di quelli normalmente impiegati per i cantieri, limitandone l’uso a solo due persone ala volta.


