
Usata, tra le tante città che l’hanno scelta, a Milano per l’erogazione dei buoni spesa durante il lockdown, ora la card verrà utilizzata dal Comune di Calderara per la family card, l’iniziativa varata dall’Amministrazione col coinvolgimento di tutte le realtà sociali e produttive del territorio: dal 25 maggio tutte le famiglie residenti con almeno un bambino fino a 10 anni possono richiedere, dietro presentazione dell’Isee, il bonus, che potrà essere al massimo di 300 euro per nucleo e sarà spendibile unicamente in esercizi commerciali del territorio. Una scelta precisa del Comune di piazza Marconi, che ha attivato un fondo di 200 mila euro e confida nell’iniziativa, definita un “patto di comunità”, per immettere linfa ed energie da un lato nelle famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza, dall’altro nel tessuto economico e produttivo che prova in questi giorni a ripartire.
Il Comune di Calderara, dopo avere attivato un conto sulla piattaforma Soldo, richiederà le proprie carte, caricandole con somme personalizzate. Il tutto in tempo reale e senza costi per il cittadino. Ogni carta potrà essere limitata nell’uso da regole definite e assegnate di volta in volta: in tal modo l’utilizzo sarà consentito solo per specifiche categorie di esercenti, e la carta potrà essere ricaricata, oppure bloccata in caso di uso scorretto, come ad esempio fuori dal territorio calderarese.
Il bando per la family card, che ha suscitato l’interesse della cittadinanza, è in corso: hanno ad oggi presentato la domanda 140 nuclei, c’è tempo fino al 28 giugno 2020.
“Prende forma, anche attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti di moneta elettronica – sottolinea il Sindaco Giampiero Falzone -, il progetto che abbiamo chiamato “patto di comunità”: un impegno per tutti, ossia l’Amministrazione, il tessuto produttivo, le famiglie. Ci piace immaginare questo investimento della Family Card come doppio, visto che i bonus spendibili con la card valgono solo negli esercizi commerciali di Calderara: da un lato sosteniamo le famiglie, dall’altro facciamo sì che loro stesse immettano nel circuito economico del territorio questa linfa vitale”.


