
Insieme alla variazione l’Aula ha approvato anche un ordine del giorno del Pd, illustrato da Andrea Bortolamasi, che chiede a sindaco e Giunta di “concludere, nei tempi e secondo la procedura amministrativa prevista, la revoca della convenzione di gestione dello Stadio Braglia nei confronti del Modena Fc e, contestualmente, di mettere in campo il miglior scenario gestionale possibile per la tutela del bene pubblico”. Il documento, che ha ricevuto il voto a favore di Pd e M5s e quello contrario di Andrea Galli (astenuti FI e Idea-Pel mentre Art.1-Mdp e Per me Modena non hanno partecipato al voto), chiede inoltre di “disporre in tempi brevi, così come già previsto dall’Ente comunale, il recupero delle pendenze nei confronti del Modena Fc a seguito delle fideiussioni bancarie escusse e degli altri tributi non saldati” e invita a “dare mandato agli uffici preposti di verificare l’esistenza degli estremi legali per una richiesta danni nei confronti del Modena Fc per le inadempienze gestionali riscontrate sullo Stadio”. Il documento ricorda come già nel mese di giugno il Consiglio avesse approvato all’unanimità una mozione che chiedeva la revoca alla società della convenzione per la gestione dello Stadio, il cui indirizzo è stato recepito con la delibera di revoca della Giunta dello scorso 3 agosto.
Respinto invece, con il voto contrario di Pd e M5s, quello a favore di FI e Idea-PeL (anche in questo caso Art.1-Mdp e Per me Modena non hanno partecipato al voto) l’emendamento all’ordine del giorno presentato da Andrea Galli (FI) che chiedeva alla Giunta di effettuare uno studio comparativo sui canoni applicati da altre amministrazioni proprietarie di stadi per calcolare “un canone realistico per il futuro conduttore del Braglia” e non uno “irrealizzabile” come quello stipulato nel 2003 “che ha pesantemente condizionato il Modena Fc contribuendo all’odierna situazione”.


