
La Lega condivide le preoccupazioni espresse dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico e da Confindustria Ceramica rispetto agli effetti che politiche ambientali costruite senza tenere conto della realtà produttiva potrebbero avere sul nostro territorio.
Parliamo di un comparto che rappresenta migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, che esporta nel mondo un’eccellenza riconosciuta e che costituisce una delle principali ricchezze economiche dell’Emilia-Romagna e dell’Italia.
Nessuno mette in discussione la necessità di ridurre le emissioni e di perseguire gli obiettivi ambientali. La vera domanda è un’altra: come farlo senza distruggere la competitività delle nostre imprese e senza trasferire produzione, occupazione e ricchezza verso Paesi che applicano regole meno stringenti delle nostre?
Per questo la Lega sostiene un approccio pragmatico e basato sulla scienza.
Sul tema nucleare non servono slogan, ma studio, ricerca e valutazioni tecniche. La proposta avanzata dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin di approfondire il contributo che le nuove tecnologie nucleari potrebbero offrire al sistema energetico italiano merita attenzione e serietà.
Non stiamo parlando delle centrali costruite cinquant’anni fa, ma di tecnologie profondamente diverse, sviluppate per garantire elevati standard di sicurezza, continuità energetica e riduzione delle emissioni.
Chi oggi esclude a priori qualsiasi valutazione sul nucleare rischia di commettere lo stesso errore di chi, negli anni passati, ha rinunciato a discutere serenamente di tutte le opzioni disponibili per garantire l’autonomia energetica nazionale.
La Lega ritiene che il futuro energetico dell’Italia debba basarsi su un mix equilibrato di fonti:
- energie rinnovabili;
- efficienza energetica;
- innovazione tecnologica;
- sviluppo delle reti;
- nuove tecnologie nucleari sicure.
L’obiettivo deve essere uno solo: energia disponibile, sicura e competitiva per famiglie e imprese.
Per il Distretto Ceramico questo tema non è teorico. Ogni aumento del costo dell’energia si traduce in minore competitività, minori investimenti e maggiori difficoltà per le aziende che ogni giorno si confrontano con concorrenti internazionali.
Difendere il lavoro, la produzione e il futuro delle nostre comunità significa avere il coraggio di valutare tutte le soluzioni possibili, senza ideologie e senza pregiudizi.
La transizione ecologica sarà sostenibile solo se sarà anche economicamente e socialmente sostenibile. Questo è il principio che la Lega continuerà a sostenere a livello locale, regionale e nazionale”.
(Lega per Salvini premier)


