
Noi raccogliamo quella citazione come un appello all’azione per la nostra Associazione, ma lo auspichiamo anche per le Istituzioni del territorio e le Organizzazioni sindacali. Perché il tempo delle analisi è finito. L’ETS così com’è costruito non premia chi ha investito nella sostenibilità — e noi lo abbiamo fatto, eccome —, ma punisce chi produce e chi lavora in Europa rispetto alle produzioni extra UE. Distruggere la nostra manifattura e il lavoro di qualità che assicura sui nostri territori peggiorerebbe solo la situazione delle emissioni, perché importeremmo i prodotti ceramici da Paesi come India e Cina che hanno livelli emissivi ben più alti dei nostri.
È un’urgenza immediata che non tollera rinvii: la Commissione europea sta per adottare nuovi benchmark ETS per il periodo 2026-2030, che non rispecchieranno le reali performance tecnologiche del settore ceramico. Vanno ripensati per dare aderenza alla realtà e correggere evidenti errori nella loro costruzione. E poi deve essere aperto subito il cantiere per una radicale ristrutturazione del sistema ETS».


