Nove maggio 1950. Fu in quella data che il ministro degli Esteri francese Robert Schuman propose di mettere in comune carbone e acciaio, le materie prime che fino a pochi anni prima avevano alimentato l’industria bellica europea. Un passaggio destinato a cambiare la storia del continente: da quella dichiarazione nacque il percorso di integrazione europea che oggi, a settantasei anni di distanza, viene ricordato con la Giornata dell’Europa.

Un progetto, quello europeo, che nel tempo ha assunto una dimensione sempre più ampia, accompagnando la costruzione di politiche comuni e strumenti condivisi che incidono direttamente sulla vita delle persone, delle imprese e dei territori. Dalla possibilità di studiare, lavorare e muoversi liberamente all’interno dell’Unione agli investimenti per innovazione, ricerca, agricoltura, formazione, sviluppo locale, transizione energetica e coesione sociale, le politiche europee rappresentano oggi una delle principali leve attraverso cui rafforzare competitività, qualità dei servizi e sviluppo dei territori.

In Emilia-Romagna questo si traduce in programmi, investimenti e misure rivolte a cittadine, cittadini, imprese e comunità locali. Per il settennato 2021-2027 la programmazione regionale può contare su risorse superiori ai 2 miliardi di euro tra Fesr e Fse+, alle quali si aggiungono i fondi del Feasr per lo sviluppo rurale (1 miliardo di euro complessivi per il programma) e quelli del Feampa dedicati a pesca e acquacoltura. Una programmazione che vede la Regione tra le realtà più avanzate nell’attuazione dei fondi europei: oltre 1,5 miliardi di euro risultano già impegnati tra Fesr e Fse+, con più di 9mila operazioni finanziate, oltre 250mila persone coinvolte nei programmi per lavoro, formazione e inclusione sociale e più di 4mila imprese sostenute attraverso gli investimenti europei.

Sul versante dello sviluppo rurale, il Feasr, il fondo europeo dedicato al sostegno delle imprese agricole, delle filiere agroalimentari e dei territori rurali, supera il miliardo di euro di dotazione complessiva, di cui 839 milioni già messi a bando attraverso 87 bandi emanati, con oltre 19mila imprese agricole e agroalimentari beneficiarie dei contributi.

“La Giornata dell’Europa richiama il valore di un progetto nato per costruire cooperazione, pace e sviluppo condiviso tra i popoli europei- afferma il presidente della Regione, Michele de Pascale-. In una fase segnata da conflitti e tensioni internazionali, nuove fragilità economiche e profonde trasformazioni sociali, rafforzare il senso di appartenenza a una cittadinanza europea comune significa difendere diritti, coesione e opportunità per tutte e tutti, a partire dalle nuove generazioni. Oggi più che mai il futuro dell’Europa riguarda direttamente la vita delle persone, la qualità del lavoro, la tenuta sociale delle comunità e la capacità di sostenere imprese e territori dentro cambiamenti sempre più rapidi e complessi. Sfide come transizione energetica e ambientale, competitività industriale, sicurezza alimentare, innovazione tecnologica e contrasto alle disuguaglianze sono questioni che nessun Paese può affrontare da solo. Per questo l’Europa continua a rappresentare un riferimento fondamentale anche per una regione come l’Emilia-Romagna, che da sempre lega sviluppo economico, welfare, coesione sociale e capacità manifatturiera. Le politiche europee e gli investimenti comunitari sono uno strumento decisivo per accompagnare questa trasformazione, sostenere le imprese, rafforzare i servizi pubblici, investire sulle competenze e creare opportunità per le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Allo stesso tempo, il futuro dell’Europa passa anche dalla capacità di ascoltare e valorizzare i territori, perché è nelle comunità locali che le grandi strategie europee diventano interventi concreti, crescita, innovazione e diritti. È questa l’idea di Europa che vogliamo continuare a sostenere: più vicina alle persone, più forte nelle politiche comuni e più capace di affrontare con unità le grandi sfide del nostro tempo”.

Temi che sono stati al centro anche della Sessione europea 2026 della Regione Emilia-Romagna, conclusa nei giorni scorsi con l’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa, della risoluzione sul programma di lavoro della Commissione europea. Il documento riafferma la necessità di rafforzare le politiche di coesione, sostenere welfare, lavoro di qualità, transizione ecologica e sviluppo dei territori, chiedendo al tempo stesso che la futura programmazione europea continui a valorizzare il ruolo delle comunità locali e delle Regioni nella costruzione delle politiche europee.

“L’esperienza dell’Emilia-Romagna dimostra quanto le politiche europee siano più efficaci quando partono dai territori e dai bisogni reali delle comunità- sottolineano gli assessori Alessio Mammi (Agricoltura e agroalimentare, Rapporti con la Ue) e Davide Baruffi (Bilancio e Programmazione fondi europei)-. La capacità di utilizzare bene le risorse europee non è soltanto un dato amministrativo, ma il risultato di una programmazione costruita insieme agli enti locali, alle imprese, alle parti sociali e al mondo produttivo. È così che i fondi europei diventano interventi concreti per lavoro, sviluppo locale, territori rurali, innovazione, sostenibilità ambientale e coesione sociale. In una fase in cui si stanno definendo le prospettive della futura programmazione europea, riteniamo fondamentale preservare sia le risorse dedicate alle politiche di coesione, agricole e sociali, sia il ruolo dei territori nella loro programmazione e gestione. Siamo contrari a una centralizzazione che rischierebbe infatti di allontanare questi strumenti dal territorio e dalle specificità delle comunità locali, riducendone efficacia e capacità di risposta. L’Emilia-Romagna è oggi tra le realtà più avanzate nell’attuazione dei programmi europei proprio perché ha saputo costruire misure mirate, aderenti alle caratteristiche del proprio sistema economico e sociale: dagli investimenti per innovazione e transizione energetica alle politiche per formazione e lavoro, fino agli interventi a sostegno dell’agricoltura e delle filiere agroalimentari. Per questo continuiamo a sostenere una programmazione europea capace di valorizzare il ruolo dei territori e trasformare le risorse in politiche concrete per comunità, imprese e sviluppo locale”.

I dati della programmazione europea

Il Programma Fse+, che finanzia interventi in ambiti come lavoro, formazione, inclusione sociale e sviluppo delle competenze, mette a disposizione dell’Emilia-Romagna 1,024 miliardi di euro, dei quali 732,4 milioni già attivati, pari a oltre il 71% delle risorse disponibili. Sono 4.221 le operazioni finanziate, di cui 2.359 già concluse, con il coinvolgimento complessivo di 251.848 partecipanti, tra cui 130.262 donne.

Sul fronte di innovazione, transizione digitale, competitività delle imprese, sostenibilità ambientale ed energetica, il Programma Fesr può contare su ulteriori 1,024 miliardi di euro. Le risorse già attivate superano gli 819 milioni di euro, pari a circa l’80% della programmazione complessiva. Gli interventi finanziati sono 5.026, di cui 2.824 già conclusi, con 4.055 imprese sostenute e investimenti complessivamente generati per oltre 1,4 miliardi di euro.

I fondi europei stanno sostenendo anche interventi legati a transizione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione, con quasi 98mila metri quadrati di edifici pubblici riqualificati dal punto di vista energetico, 95 megawatt di nuova capacità da fonti rinnovabili, oltre 1,7 milioni di tonnellate annue di capacità aggiuntiva di riciclo dei rifiuti e più di 21mila megawattora annui di energia rinnovabile prodotta.

Per agricoltura e sviluppo rurale, il Feasr supera il miliardo di euro di risorse complessive, di cui 839 milioni di euro già messi a bando. Le imprese agricole e agroalimentari beneficiarie dei contributi sono 19.363: il 13,5% guidate da giovani agricoltori under 40, il 25% da donne e il 25% appartenenti al biologico.

A queste risorse si aggiungono i fondi europei a gestione diretta, come Horizon Europe, nei quali la Regione Emilia-Romagna è coinvolta con progetti dedicati a ricerca, innovazione e competitività, e i programmi di cooperazione territoriale europea, tra cui Adrion, del quale la Regione è Autorità di gestione.

Sul territorio prosegue inoltre l’attuazione delle strategie territoriali integrate finanziate con fondi europei e Fondo sviluppo e coesione. Le Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss) valgono 165 milioni di euro complessivi e 110 progetti approvati, tutti già avviati. Le Strategie territoriali per le aree montane e interne (Stami) superano invece i 102 milioni di euro, con 192 progetti approvati e 80 già avviati.

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