Michele d’Alena, Michele de Pascale, Andrea Orlando

Oltre 800mila euro per sostenere progetti e iniziative finalizzate a coinvolgere cittadine, cittadini, associazioni e intere comunità nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche. Con l’obiettivo di promuovere una strategia integrata omogenea su tutto il territorio regionale per rendere la partecipazione uno strumento concreto, accessibile e riconoscibile al servizio delle comunità.

A illustrare il nuovo bando Partecipazione 2026, approvato nel corso dell’ultima seduta di Giunta, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, insieme al coordinatore dei processi partecipativi regionali, Michele D’Alena, e con il contributo del tecnico di garanzia della partecipazione, direttore generale dell’Assemblea Legislativa, Andrea Orlando.

“Vogliamo rafforzare sempre più la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita pubblica e in stretto rapporto con le istituzioni- commenta il presidente de Pascale-. Un sistema che in Emilia-Romagna non nasce oggi, come dimostra anche l’esperienza del Centro regionale per l’innovazione e il coordinamento delle politiche di Partecipazione, voluto dalla Regione: una infrastruttura unica in Italia che ha avuto il merito di mettere in rete le amministrazioni pubbliche, i territori e le comunità.  La direzione è molto chiara: rendere la partecipazione una leva di governo strategica e uno strumento più accessibile e alla portata di tutte e tutti, rendendo le persone co-produttrici delle decisioni pubbliche e della cura dei beni comuni”.

“Una scelta in cui crediamo con convinzione perché qui si misura e si rafforza la qualità della democrazia- prosegue il presidente-. Non è un caso, infatti, che in Emilia-Romagna ci sia sempre la più alta partecipazione alle consultazioni elettorali, come abbiamo visto anche in occasione dell’ultimo referendum. Ci sono tante realtà associative, un forte volontariato ma anche tante piccole e grandi amministrazioni che investono su competenze e nuovi strumenti, e come Regione sentiamo di dover fare la nostra parte. Dobbiamo migliorare ancora la qualità delle decisioni, incrementare la fiducia nelle istituzioni e costruire coesione sociale, a partire dalle comunità. E per raggiungere questi obiettivi abbiamo scelto di investire in risorse, competenze e strumenti necessari a realizzare progetti concreti e capaci anche di innovare. Anche così gettiamo le basi di una regione che vuole continuare a essere protagonista, inclusiva, più forte e coesa”.

Il bando nel dettaglio

È indirizzato a enti locali, come Comuni, Unioni di Comuni, Province e la Città Metropolitana, e altri soggetti pubblici, tra cui Aziende sanitarie, Università, istituzioni scolastiche, enti parco e gestori, nonché enti strumentali e associativi. L’accesso inoltre è esteso ai soggetti giuridici privati, quali associazioni, enti del Terzo Settore (Ets), imprese sociali e fondazioni.

Il bando, finanziato come detto con risorse pari a 820mila euro per il 2026, punta a rafforzare il dialogo inclusivo tra cittadinanza e amministrazioni pubbliche, promuovendo una partecipazione attiva e consapevole ai processi decisionali. Attraverso il sostegno a percorsi di co-progettazione, consultazione e deliberazione informata.

Si conferma, anche in questa nuova edizione del bando, il sostegno alla sperimentazione di panel deliberativi composti da cittadine e cittadini selezionati tramite sorteggio. Un approccio innovativo che si inserisce nel quadro europeo, in attuazione con la Raccomandazione Ue 2023/2036. L’avviso prevede due linee di finanziamento. La Linea A, con una dotazione di 540mila euro, è dedicata ai Progetti partecipativi di animazione territoriale, consultazione e partecipazione. Le risorse saranno distribuite in due annualità: 405mila euro già quest’anno e 135mila euro nel 2027. A questa linea di finanziamento possono accedere tutte le tipologie di enti a cui si rivolge il bando, i singoli progetti potranno ricevere un contributo regionale massimo di 15mila euro.

La Linea B, invece, conferma anche per quest’anno il sostegno della Regione ai Percorsi deliberativi rappresentativi, che sono tra gli strumenti più innovativi per la partecipazione democratica e comprendono le assemblee e le giurie di cittadine e cittadini e i Citizens’ panel.  In questo caso la dotazione finanziaria per il biennio è di 280mila euro ed è equamente suddivisa in 140mila euro per ciascuna annualità. Considerata la complessità dei processi coinvolti, potranno accedere a questa linea di finanziamento solo gli enti locali e loro associazioni, i singoli progetti potranno ricevere un contributo massimo di 40mila euro.

Per essere ammessi al finanziamento tutti i progetti devono ottenere la certificazione di qualità rilasciata dal Tecnico di garanzia della partecipazione. È, inoltre, obbligatoria l’apertura di uno spazio digitale sulla piattaforma regionale di e‑democracy per adempiere agli obblighi di informazione e trasparenza.

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