
Si è svolto nella sede centrale di Confindustria Ceramica a Sassuolo il seminario tecnico di approfondimento dedicato ai nuovi CAM per l’edilizia 2025, entrati in vigore il 2 febbraio di quest’anno.
I CAM, criteri ambientali minimi definiti dal Ministero dell’Ambiente, rappresentano lo strumento con cui la Pubblica Amministrazione orienta gli appalti per la progettazione e realizzazione di edifici, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale delle opere lungo l’intero ciclo di vita. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sul D.M. 24/11/2025, che ha aggiornato e sostituito i precedenti criteri, integrando anche il correttivo del 2024 e rafforzando il ruolo dei CAM nel quadro del Codice dei contratti pubblici.
Nel corso dei lavori è stato illustrato come il nuovo decreto sia il risultato di un impegno triennale che ha coinvolto amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria – tra cui Confindustria Ceramica, che ha reso disponibili le nuove linee guida – e operatori del settore. Sono intervenuti rappresentanti istituzionali e tecnici, che hanno approfondito i diversi aspetti del nuovo impianto normativo e le sue ricadute applicative lungo tutta la filiera delle costruzioni.
Nel suo intervento, Sergio Saporetti, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha illustrato le principali innovazioni introdotte dal decreto, soffermandosi sull’impostazione generale dei nuovi CAM e sul loro inquadramento normativo. In particolare, è stato evidenziato come il decreto definisca in modo più chiaro il sistema dei criteri, articolato tra progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori, e come ciascun requisito sia accompagnato da specifiche modalità di verifica.
Un approfondimento sulla metodologia LCA (Life Cycle Assessment) e LCC (Life Cycle Costing) è stato invece curato da Caterina Gargari, esperto LCA, coord. gl UNI “Sostenibilità in edilizia”, che ha spiegato l’evoluzione degli strumenti di analisi del ciclo di vita degli edifici: i nuovi CAM introducono una metodologia semplificata, armonizzata a livello europeo, che rende tali strumenti parte integrante della valutazione di sostenibilità, considerando non solo gli impatti ambientali ma anche i costi lungo l’intera vita utile dell’opera.
Il tema dell’applicazione operativa dei requisiti CAM è stato affrontato da Riccardo Pascolo, del Centro Ceramico, che ha declinato le modalità di verifica dei criteri e il ruolo della documentazione tecnica nella dimostrazione della conformità. È stato sottolineato come la conformità ai CAM non possa essere autodichiarata, ma debba essere dimostrata attraverso evidenze oggettive, e come progettisti e direzione lavori abbiano un ruolo centrale nel controllo dei requisiti.
Un focus dedicato ai prodotti della filiera ceramica nei nuovi CAM è stato presentato da Alfonsina Di Fusco, di Confindustria Ceramica, che ha analizzato il posizionamento dei materiali ceramici all’interno del sistema dei criteri: i CAM intervengono su numerosi aspetti progettuali e tecnici nei quali prodotti come laterizi, piastrelle e sanitari sono direttamente coinvolti.
La sessione finale, dedicata a domande e confronto con i partecipanti, ha confermato il grande interesse verso le modalità applicative dei nuovi criteri e la necessità di strumenti chiari a supporto di progettisti, stazioni appaltanti e operatori del settore.
L’incontro si è concluso con un confronto sulle prospettive di applicazione dei nuovi criteri ambientali minimi, letti non solo come un obbligo normativo, ma anche e soprattutto come un’opportunità e uno strumento di orientamento e innovazione per il settore delle costruzioni, in grado di accompagnare l’evoluzione delle pratiche progettuali e produttive verso modelli più sostenibili.


