
Lo sportello unisce protezione giuridica, inclusione sociale e reinserimento lavorativo e nasce per offrire un luogo sicuro dove le vittime possano far emergere tempestivamente situazioni di abuso, ricevere tutela giuridica e sociale e vedere garantita, nei casi più urgenti, la priorità nella trattazione dei procedimenti legati alla richiesta di protezione internazionale. All’interno dello spazio operano i legali del servizio Protezione Internazionale di Asp Città di Bologna, affiancati da mediatori linguistico-culturali, per assicurare un accesso pienamente inclusivo.
“Con questo sportello, ampliamo le sedi di collaborazione istituzionale per la effettiva tutela dei diritti – dichiara il presidente della Regione, Michele de Pascale -. La dignità del lavoro per noi viene prima di tutto e vale per tutti. Con il progetto Common Ground stiamo attivando strumenti efficaci, costruiti in rete con enti, servizi e territorio contro lo sfruttamento lavorativo dei migranti. I numeri dimostrano che questo approccio funziona, e vogliamo rafforzarlo con continuità anche nei prossimi anni. In Emilia-Romagna non c’è spazio per l’indifferenza”.
“Come Comune di Bologna, siamo orgogliosi di partecipare attivamente a questo progetto con i nostri operatori e servizi, mettendo in campo professionalità, esperienza e una rete consolidata di supporto sul territorio- afferma Matilde Madrid, Assessora al Welfare del Comune di Bologna- Nel cuore del Tribunale, luogo di giustizia e diritti, costruiamo uno spazio protetto dove le persone migranti vittime di sfruttamento, possono trovare ascolto, accompagnamento e tutela. È un’azione concreta che tiene insieme il valore della dignità del lavoro, la centralità della persona e la giustizia sociale. La collaborazione tra Comune, Regione e Tribunale dimostra che unire le forze è possibile e necessario per affrontare fenomeni complessi come lo sfruttamento e costruire insieme percorsi di emancipazione e reinserimento”.
“Con il progetto sperimentale, che speriamo possa diventare permanente, la collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna consentirà di avvicinare centinaia di persone vittime di tratta per sfruttamento lavorativo o di sfruttamento iniziato in Italia- sottolinea il Presidente della sezione specializzata in materia di Protezione internazionale ed immigrazione Luca Minniti- Il valore aggiunto del progetto consiste nella possibilità di intercettare più facilmente e più tempestivamente i bisogni di tutela dei lavoratori migranti”
Lo sportello, in rete con tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni ai servizi, fino al Terzo settore e ai sindacati, ha una portata regionale, in quanto la Sezione Immigrazione del Tribunale di Bologna è competente per tutto il territorio dell’Emilia-Romagna.
I numeri del progetto Common Ground
Avviato nel marzo 2023 e promosso da cinque Regioni del Nord Italia – Piemonte (capofila), Liguria, Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia – il progetto Common Ground punta a prevenire e contrastare lo sfruttamento lavorativo in ogni settore, promuovendo condizioni di lavoro dignitose e sicure per i cittadini migranti.
In Emilia-Romagna, al 30 giugno 2025, oltre 6.800 persone sono state raggiunte da attività di informazione e contatto sul territorio. Più di 700 hanno avuto una presa in carico individualizzata, oltre 300 sono state inserite in percorsi formativi o di inserimento e più di 200 hanno migliorato le proprie condizioni lavorative o formative. La metà dei beneficiari è arrivata in Italia negli ultimi cinque anni, molti con familiari a carico.


