
“Vogliamo sostenere in modo concreto le donne e i loro figli perché possano ricostruire condizioni di benessere e riconquistare la propria autonomia di vita- spiega l’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni-. E dare risposta a una esigenza emersa sul territorio che punta a intervenire su una delle fragilità più profonde lasciate dalla violenza, il trauma psicologico. Un impegno concreto che confermiamo anche quest’anno con convinzione perché nessuno può essere lasciato solo a combattere contro storie così gravi e dolorose. Le vittime di violenza di genere devono sentire al loro fianco le istituzioni e la comunità”.
Vengono dunque confermati anche quest’anno i fondi per i Comuni e le Unioni di Comuni che hanno attivi sul loro territorio Centri antiviolenza.
Il finanziamento regionale copre le spese per percorsi psicoterapeutici, per la mediazione interculturale, se ritenuta necessaria al percorso stesso e, come detto, anche per attività di psicomotricità per figli/e di donne vittime di violenza.
Sono i Comuni, in collaborazione con i centri antiviolenza, a decidere le modalità previste per l’accesso al sostegno: erogando il servizio direttamente o attraverso i centri antiviolenza oppure con un rimborso diretto alle donne per sedute svolte con lo psicoterapeuta di fiducia. In questo ultimo caso il contributo arriva ad un massimo di 60 euro a seduta e 3mila euro totali nell’arco del 2025.


