
La sede è all’Università di Parma, che nelle produzioni alimentari ha uno dei suoi punti forza identitari, oltre a un’autorevolezza scientifica e didattica riconosciuta in Italia e nel mondo.
Per il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla, “Fooder sarà in grado di attrarre da tutto il mondo le persone che vorranno esercitare ingegno, tecnica, creatività e abilità nel settore, in accordo con la legge regionale per attrarre talenti. Qui si formeranno esperti e manager con una visione internazionale, ma anche con un forte legame con le tradizioni locali, per rispondere alle sfide green dal campo alla tavola”.
“Si tratta- chiude Colla- di un’opportunità unica per rafforzare il sistema delle competenze mettendo in rete università, centri di ricerca e imprese e creando lavoro di qualità capace di rispondere alle esigenze di sostenibilità e di sicurezza in tutto l’ecosistema dell’agroalimentare”.

Alla presentazione oggi a Parma sono intervenuti il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, il rettore dell’università di Parma, Paolo Martelli, il referente dell’università di Parma nel Consiglio direttivo di Fooder, Gianni Galaverna, in rappresentanza delle Università e degli enti di ricerca coinvolti, e il referente di Barilla Roberto Ciati, in rappresentanza delle aziende e dei consorzi d’impresa coinvolti.
La parola d’ordine è “sistema”, per promuovere l’innovazione nel settore agro-alimentare dell’Emilia-Romagna attraverso il potenziamento dell’offerta formativa internazionale inter-ateneo in lingua inglese per attrarre talenti ed esperti da tutto il mondo. Con l’obiettivo di mettere in valore il patrimonio rappresentato dalla Food Valley emiliano-romagnola, col record europeo di prodotti Dop e Igp e aziende note in tutto il mondo per la capacità di coniugare tradizione e innovazione, ed elevati standard di qualità e sicurezza alimentare.
Tutto ciò facendo leva su un ecosistema regionale di alto livello nella formazione e nella ricerca per la preparazione di profili professionali in grado di competere nel mercato del lavoro, creando nuove opportunità di crescita e occupazione e promuovendo l’imprenditorialità giovanile. Tra le proposte emerse: nuovi corsi internazionali, master internazionali interateneo, percorsi di dottorato, alta formazione dedicata alle imprese con programmi per la formazione permanente.
Le tre linee di lavoro di Fooder sono la sostenibilità (food sustainability), la sicurezza alimentare (food safety intesa come igiene e salubrità degli alimenti) e l’etica (food security legata agli aspetti economici e sociali dell’agroalimentare).
I corsi toccheranno numerose aree di interesse: dall’agricoltura sostenibile e di precisione alla qualità delle materie prime, dalle leggi alle politiche su qualità, sicurezza e tipicità degli alimenti, dalle macchine e impianti per l’industria agroalimentare alla nutrizione e salute, fino alla tracciabilità, al packaging, all’economia agroalimentare, alla microbiologia degli alimenti, all’ottimizzazione e innovazione di processo e prodotto, alla valorizzazione di sottoprodotti e scarti dell’industria agroalimentare. Le imprese potranno beneficiare del contatto diretto con talenti da tutto il mondo e delle ricerche multidisciplinari a supporto dell’innovazione.


