La difesa delle pere passa anche attraverso la lavorazione del terreno tra i filari, per rimuovere la vegetazione spontanea presente, attraverso la rottura del manto erboso. È infatti nella vegetazione graminacea che cresce tra i filari che può annidarsi il fungo responsabile della maculatura bruna, una delle più pericolose avversità del pero, in grado di causare danni economici rilevanti colpendo le foglie, i frutti, i piccioli e i rametti.

La disposizione è contenuta nelle indicazioni messe a punto dalla Regione per la campagna produttiva 2024 in difesa delle varietà di pero sensibili agli attacchi del fungo Stemphylium vesicarium (maculatura bruna).

“Tra le misure agronomiche preventive – ha ricordato l’assessore regionale  all’Agricoltura Alessio Mammi – è fondamentale anche per il 2024 dare seguito a questa disposizione, poiché l’inerbimento è considerato fonte di diffusione primaria della malattia. La rottura e l’interramento del tappeto erboso tra i filari dei pereti e il mantenimento, attraverso lavorazioni superficiali, del terreno del frutteto sgombro da erbe spontanee è un provvedimento vitale. Oltre agli investimenti sulla protezione meccanica dei frutteti da brina e grandine, anche questo provvedimento serve a preservare le produzioni”.

La disposizione, temporanea, è indicata per la difesa delle varietà di pero Abate fetel, Angelys, Conference, Decana del comizio, Falstaff, Kaiser, Passa crassana, risultate particolarmente sensibili agli attacchi di maculatura bruna.

Le attività di ricerca e sperimentazione hanno evidenziato che la sola difesa con prodotti fitosanitari non garantisce di poter scongiurare il debellamento del patogeno fungino nelle varietà di pero suscettibili alla malattia, per le quali sono necessarie misure agronomiche preventive di sanificazione per ridurre il rischio infettivo.

Per prevenire le infezioni era stata emessa anche l’anno scorso la deroga per le aziende che aderiscono ai disciplinari di produzione integrata, che consente di effettuare la rottura del manto erboso della coltura del pero sull’intero territorio regionale. Ma l’abbattimento del patogeno per una singola stagione non è considerato sufficiente a garantire un efficace e duraturo controllo dell’avversità per la prossima stagione produttiva.
Dunque, dato il carattere di eccezionalità delle infezioni causate dal microrganismo fungino Stemphylium vesicarium in Emilia-Romagna, e solo per le varietà di peri più soggette agli attacchi, tale intervento andrà rinnovato anche per la campagna produttiva 2024.

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