campi profughi Saharawi (foto Comune di Formigine)

Un impegno pionieristico, nato nel 1999 e che in questi anni ha contribuito a fare crescere una rete di solidarietà e di iniziative, che oggi coinvolge Associazioni, Ong, Enti locali, Aziende sanitarie, Università, Comitati, oltre a tanti cittadini. E che ha riceduto il riconoscimento anche da parte di organismi internazionali come Unicef, Unhcr ed Echo.

In occasione della II^ Giornata europea di amicizia con il popolo Saharawi che si celebra questo pomeriggio a Bologna, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio, la  Regione Emilia-Romagna conferma la propria vicinanza al popolo che da oltre 50  anni è costretto a vivere nei campi profughi del deserto algerino dell’Hammada: tredici i  progetti di cooperazione sostenuti in questa Legislatura con un  contributo di quasi 400 mila euro a fronte di un valore  complessivo  che sfiora i 650 mila euro. Ultimo in ordine di tempo un bando che si è chiuso il 30 giugno – che ha visto un consistente aumento di risorse – e per il quale sono in corso di valutazione le proposte presentate.

“In questi anni l’azione della Regione si è rivolta in particolare a progetti in campo educativo, una questione cruciale per il futuro e la stessa tenuta sociale di una comunità in esilio – hanno sottolineato gli assessori regionali alla Cooperazione internazionale Barbara Lori e ai Rapporti con l’Unione europea Paolo Calvano-. Un’azione in linea con le indicazioni dell’Unione europea che si è tradotta in tante iniziative per l’organizzazione delle attività scolastiche e il miglioramento della qualità dell’insegnamento. Un sostegno concreto al popolo Saharawi reso possibile anche dalle competenze e dalla carica motivazionale di tanti operatori umanitari”.

Promossa dal Coordinamento europeo di solidarietà e sostegno al popolo Saharawi (Eucoco), insieme alle Rappresentanze del Fronte Polisario in Europa, Italia, Svezia e Norvegia, la Giornata europea di amicizia con il popolo Saharawi nasce con l’intento di tenere viva l’attenzione sul diritto all’autodeterminazione del Sahara Occidentale. Ma anche per incrementare gemellaggi e iniziative di concreto sostegno umanitario. A partire dall’accoglienza dei “piccoli ambasciatori di pace”, i bambini saharawi che proprio in questi giorni sono in arrivo in Emilia-Romagna, dove vengono ospitati da famiglie e associazioni, e ai quali la Regione garantisce cure gratuite, anche nei casi in cui siano necessari interventi di alta specializzazione che richiedono il trasferimento in Emilia-Romagna.  All’iniziativa odierna partecipa anche Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e dell’Intergruppo di amicizia con il popolo saharawi nato in seno alla stessa Assemblea regionale.

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