Per favorire una città sempre più accogliente e attenta ai bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza, il progetto “Negozi amici” sta promuovendo la creazione di una rete di negozi e di piccole attività di vicinato che possano essere anche punti di riferimento per i bambini e le bambine, per i ragazzi e le ragazze e per i neo genitori.

Il progetto è già attivo in alcune strade del Quartiere Santo Stefano – Strada Maggiore, via San Vitale, via Petroni, piazza Aldrovandi, via Broccaindosso, via degli Orti e via Dagnini -, dove gli esercizi commerciali che hanno aderito espongono una vetrofania che li rende riconoscibili ai cittadini.
Le strade scelte in questa prima fase si trovano intorno a due poli scolastici, IC 16 e IC 21, zone quindi molto frequentate dagli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Il progetto è promosso dalla Consulta Cinnica e sostenuto dal Comune di Bologna, dal Quartiere Santo Stefano e da quattro associazioni di categoria: Confcommercio Ascom Bologna, Confesercenti, Cna e Fenimprese. Il Comune, oltre al patrocinio, supporta anche la parte comunicativa, avviando così un dialogo con la città e con le associazioni di categoria, volto a sensibilizzare famiglie e commercianti su questo progetto di ricostruzione del tessuto sociale.

I negozi hanno di per sé un forte valore sociale: sono snodi di interazione, sono presìdi sempre presenti nel vicinato e possono, proprio per questo, essere punti di riferimento in caso di necessità, o diventare all’occorrenza spazi di accoglienza e di sosta per i minorenni che si muovono in città in autonomia, o per i genitori che escono con un neonato e possono avere bisogno di sentirsi rassicurati e accolti anche al di fuori delle mura domestiche.

Cosa fanno i negozi della rete?
Ogni realtà commerciale che aderisce al progetto “Negozi amici” potrà dare disponibilità per servizi minimi come, per esempio, dare la possibilità di ricaricare il telefono o di fare una telefonata, ripararsi dalla pioggia, aspettare qualcuno che non arriva, permettere di riempire d’acqua una borraccia, mettere il bagno a disposizione, cercare aiuto in una situazione di difficoltà.
Chi lo vorrà potrà anche allestire all’interno dell’attività stessa un angolo riservato ai neo genitori (anche solo una sedia dedicata), dove, in particolare le neomamme, possano sentirsi accolte per una pausa durante la passeggiata e magari dove abbiano la possibilità di poter allattare, proseguendo così il Progetto “Via Lattea” già promosso da A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio infantile) nel 2016.

Anche attraverso queste trasformazioni, la città può diventare un luogo che facilita la vita dei suoi piccoli abitanti, li protegge e li aiuta a sperimentare la propria autonomia e indipendenza. Creando per loro una maglia di protezione, si potrà facilitare un percorso culturale utile a ricreare un’accoglienza diffusa e quel senso di comunità perduto negli anni.
L’accoglienza, anche attraverso gli esercizi commerciali di vicinato, può essere non solo un gesto semplice di attenzione verso l’infanzia e i genitori in un momento particolarmente sensibile della loro vita ma rappresenta anche una scelta di campo, politica e culturale che rende lo spazio pubblico più a misura di bambino.

 

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