Sempre più risorse dedicate al settore agroambientale, per i giovani agricoltori e gli investimenti. E più efficienza nel risparmio idrico e nelle reti irrigue.
Sono alcuni degli aspetti salienti del nuovo Sviluppo Rurale 2023-2027 presentato nella sede della Regione, a Bologna. All’incontro, promosso dall‘assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, hanno partecipato le associazioni rappresentanti le imprese agricole e agroalimentari e per la Città metropolitana il sindaco di Imola Marco Panieri.

Tra i temi affrontati le strategie per un’agricoltura che tenga insieme sostenibilità ambientale, economica e sociale, con un’attenzione particolare al sostegno al reddito, alla ricerca e all’innovazione tecnologica. Lo Sviluppo Rurale per l’Emilia-Romagna prevede complessivamente 913,2 milioni di euro da qui al 2027, cifra che piazza la regione al primo posto per valore delle risorse ottenute fra le Regioni del Centro-Nord: il 40% dall’Europa, quasi 372 milioni, e il restante 60% fra finanziamento statale (379 milioni) e regionale (162,5 milioni).

Nel dettaglio, sono state illustrate le necessità delle aziende, in particolare nell’ortofrutta, per il quale la Regione sta mettendo a punto gli indennizzi sui danni dovuti ai recenti fenomeni di maltempo.
Un settore che in Emilia-Romagna nel 2022 ha generato una Produzione lorda vendibile di 1,2 miliardi di euro su una superficie coltivata di 56.691 ettari, si posiziona fra le prime 8 regioni italiane. Più in difficoltà invece il comparto orticolo, in flessione, ma con 594 milioni di euro di Produzione lorda vendibile.

“Prosegue l’impegno a favore di un comparto fondamentale per l’economia regionale e del made in Italy- ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi-. Dobbiamo accompagnare le imprese per sostenere la competitività, il reddito e l’innovazione”.

Sono poi stati illustrati i bandi in arrivo, frutto della programmazione europea. Mammi ha annunciato il prossimo bando per finanziare i sistemi antibrina, in uscita a maggio, per dare opportunità agli agricoltori di fare investimenti; l’ampliamento delle superfici irrigue per utilizzare tutto lo spazio che la normativa attuale consente, il prossimo bando sulla meccanizzazione agricola con risorse del Pnrr.

L’assessore ha inoltre proposto un incontro con il Ministero e le rappresentanze delle imprese dell’ortofrutta sul funzionamento del sistema AgriCAT attivato dal Ministero per la copertura dei danni da gelate, vista la situazione che si è verificata nei campi nelle notti dal 5 al 7 aprile.

Emergenza idrica, il piano della Regione 

Altro tema all’ordine del giorno gli invasi irrigui, fondamentali per il contrasto all’emergenza idrica, e i progetti sul territorio bolognese.
Il fenomeno della crisi idrica, che in Italia colpisce soprattutto le regioni del Nord intorno all’asta di bacino del Po, è dovuto sia all’aumento delle temperature che al calo del 40% delle precipitazioni negli ultimi 20 anni.

“Abbiamo bisogno soprattutto di invasare l’acqua quando c’è- ha ribadito Mammi-, per usarla nei momenti di siccità, e di depurare le acque reflue; ci sono esempi interessanti a dimostrazione che le acque reflue, adeguatamente trattate e pulite, sono una grande risorsa”.

L’Emilia-Romagna si trova ad affrontare un vero e proprio piano Marshall sugli investimenti irrigui: si tratta di cifre inedite, che miglioreranno in maniera radicale il sistema irriguo. Sul tema dei piccoli invasi aziendali, la Regione ha già messo a bando 7 milioni di euro per le aziende che intendono consorziarsi tra loro.
Non solo: ci saranno altri 20 milioni di euro con il nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2023- 2027. Previsto, inoltre, anche un fondo per le progettazioni in capo ai Consorzi di Bonifica, di circa 800mila euro, attraverso risorse del bilancio regionale, grazie al progetto di legge che verrà approvato a inizio ottobre.

A tutto ciò si aggiungono altre risorse nazionali e regionali in diretta gestione ai Consorzi.  Si tratta di oltre 700 milioni di euro, che i Consorzi stanno utilizzando dal 2018 per fare lavori su tutto il territorio regionale. Lavori già in corso per il 70% e conclusi per il 30%, e che comprendono il Piano di ammodernamento 2018-2020 delle strutture irrigue: 250 milioni di opere, alcune già ultimate e molte in corso.

Poi ci sono i 320 milioni di euro di lavori previsti dal PNRR, a cui si sommano altri 28 milioni di fondi del ministero dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare con cui sono stati appena finanziati 4 progetti che riguardano la riduzione delle perdite nella rete di distribuzione.

“Con queste opere- chiude Mammi- stimiamo di aumentare la capacità di stoccaggio d’acqua su tutto il territorio di circa 80 milioni di mq, lavorando su invasi, efficienza delle reti e della distribuzione dell’acqua, nuove condotte e rifacimento di quelle vecchie. Sono poi in corso altri interventi come il miglioramento dell’efficienza delle reti per ridurre dispersioni, il riutilizzo degli ex laghi Enel, il recupero di ex cave come bacini irrigui. Con altri interventi finanziati che riguardano la bonifica idraulica per la messa in sicurezza del territorio gli investimenti superano ampiamente i 700 milioni di euro.

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