Reintegrare nuovamente, aumentandoli, i fondi sociali per l’affitto e per la morosità incolpevole e prevedere uno stanziamento pluriennale, destinato ai Comuni e agli enti gestori di edilizia pubblica, per l’acquisto di nuove unità immobiliari e il recupero di case popolari oggi inutilizzate. Sono le richieste rivolte al Governo dal Consiglio comunale di Modena che ha approvato, giovedì 2 marzo, l’ordine del giorno sull’adozione di particolari misure in grado di fronteggiare l’emergenza abitativa nel territorio comunale.

L’atto, che chiede pure di incentivare canoni concordati per immobili attualmente vuoti e non disponibili nel mercato degli affitti, è stato presentato da Federica Venturelli (Pd) e sottoscritto da Europa Verde-Verdi, Modena Civica e Sinistra per Modena. Il documento ha ottenuto il voto a favore anche del Movimento 5 stelle; astensione per Lega Modena.
“Strumenti indispensabili per alleviare il disagio abitativo, in grado di impedire o ritardare sfratti di famiglie in difficoltà”: sono le parole di Venturelli sulla possibilità di finanziare nuovamente due misure che consentono di non abbandonare cittadini in difficoltà abitativa. Il riferimento è ai fondi di sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, il cui finanziamento non è previsto nella legge di Bilancio per il 2023. Le due opportunità sono destinate, rispettivamente, ad aiutare inquilini a basso reddito e famiglie destinatarie di un atto di intimazione di sfratto per morosità, a causa del mancato pagamento del canone d’affitto per perdita o consistente riduzione di reddito. In quest’ultimo caso, le risorse del fondo vengono assegnate ai Comuni ad alta tensione abitativa che a loro volta provvedono a riconoscere il contributo ai soggetti beneficiari.

“Nonostante la loro natura non strutturale – ha specificato Venturelli – i due fondi hanno contribuito negli anni a ridurre il contenzioso tra proprietari e conduttori, riducendo non solo molti potenziali sfratti di famiglie morose ma anche evitando ai proprietari di perdere risorse per il loro reddito”. La consigliera ha quindi parlato di una “convergenza d’interessi”, favorita, appunto, dai due contributi, in grado anche di ridurre gli interventi di sostegno da parte dei Comuni attraverso i servizi sociali. Venturelli si è quindi focalizzata sulla realtà abitativa di Modena “segnata dalla povertà di famiglie che fino all’anno scorso non avevano i requisiti Isee per accedere al bando regionale per gli affitti” (per il quale invece è previsto nel 2023, solo a Modena, un aumento di domande del 43,5%). Di fronte a questo scenario locale, non supportato dal finanziamento dei due fondi, Venturelli ha condiviso le preoccupazioni per un “prevedibile drammatico aumento della morosità e quindi degli sfratti di persone che resteranno senza casa, per le quali sarà necessario l’intervento del Comune”.

Ricordando il recente Patto per la casa, approvato dalla Regione Emilia-Romagna, che stanzia fondi a sostegno della locazione a canone concordato, Venturelli ha auspicato che, al livello nazionale, venga attivato un piano coordinato per le politiche abitative in grado di affrontare e superare le diverse criticità nel settore dell’abitare. Tra le azioni resta però indispensabile, appunto, il reintegro e l’aumento della dotazione finanziaria, “almeno su base triennale”, dei due fondi sociali per affitto e per morosità colpevole, per i quali è stato richiesto pure di aggiornare le norme di applicazione e facilitare i metodi di erogazione.

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