Come ampiamente prevedibile, i Comuni stanno facendo i conti con un disagio abitativo crescente dato dall’incremento dei costi dell’abitare senza che vi siano adeguate risorse a disposizione per aiutare le famiglie a farvi fronte.

Le scelte del Governo Meloni fatte con l’ultima legge finanziaria, hanno aggravato colpevolmente la situazione, azzerando le risorse a disposizione dei comuni per erogare il contributo economico alle famiglie più in difficoltà finanziarie, per  aiutarle a pagare l’affitto di casa.  Solo nella nostra regione sono interessate decine di migliaia di nuclei famigliari che pur avendone i requisiti non riceveranno il contributo che consentiva loro di  evitare uno sfratto per morosità incolpevole.

Inoltre il mancato finanziamento per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria finalizzato al  ripristino degli alloggi pubblici liberati da tempo, sta impedendo la riassegnazione degli stessi, anche in questo caso parliamo di migliaia di alloggi a fronte di graduatorie che hanno raggiunto quota 25.000 nuclei famigliari in attesa di abitazione.

La stessa scelta del blocco della cessione dei crediti operata per il superbonus  ponendo gli interventi sull’edilizia popolare alla stessa stregua della proprietà privata ha condannato per i prossimi anni, migliaia di famiglie con bassi redditi a dover pagare bollette salate perché residenti in alloggi fortemente energivori. Inoltre gli enti pubblici proprietari non potranno intervenire sulle barriere architettoniche. Vale la pena ricordare che il patrimonio abitativo pubblico nel nostro paese per oltre il 74% è stato edificato prima del 1981 con criteri costruttivi superati e che oggi è abitato in gran parte, da un numero crescente di anziani.

I Comuni dinnanzi a questo scenario sono chiamati a scegliere se dare una casa ad un nucleo famigliare tra i primi posti in graduatoria per l’assegnazione di una casa e con uno sfratto intimato dal proprietario, o a un nucleo famigliare in procinto di essere messo sulla strada in quanto soggetto alla esecutività dello sfratto.

Questo scenario è per noi inaccettabile perché significa condannarci ad assistere ad una guerra tra poveri.

Anche per questa ragione stiamo chiedendo a tutti i consigli comunali una presa di posizione forte verso il Governo, per il rifinanziamento strutturale dei fondi per il contributo affitto destinato ai nuclei familiari in difficoltà finanziarie, il ripristino dei fondi per gli interventi di manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica e un “piano casa nazionale” complessivo che manca da troppi anni.

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