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Bologna, firmato nuovo Patto di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti della comunità Lgbtqia+

Clancy: "Rimuovere ogni forma di discriminazione è obiettivo primario dell'Amministrazione"

Gruppo firmatari/rie (immagine di Margherita Caprilli)

Sono 27 le associazioni e le soggettività che hanno firmato il nuovo Patto di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti della comunità Lgbtqia+. Quasi raddoppiate rispetto al precedente Patto, a dimostrazione della la validità dello strumento e del percorso di coinvolgimento. Tutte hanno partecipato attivamente al percorso di scrittura del patto, facilitato dalla Fondazione Innovazione Urbana, che si è svolto in due fasi, di co-programmazione e di co-progettazione, sviluppate tra maggio e giugno del 2022, fino alla sottoscrizione del Patto, ieri sera al DumBO, con la vicesindaca Emily Clancy, che ha tra le deleghe i Diritti LGBTQIA+.

Qui il percorso: https://www.comune.bologna.it/notizie/online-avviso-nuovo-patto-collaborazione-lgbtqia

Firma vicesindaca Emily Clancy (immagine di Margherita Caprilli)

“Lo strumento del patto di collaborazione, sperimentato nel mandato precedente, ha dato ottimi risultati – sottolinea la vicesindaca Emily Clancy – e oggi arriva a conclusione l’iter per la scrittura della nuova edizione del Patto, per il mandato 2021-2026, realizzata attraverso un percorso di condivisione dei bisogni, delle strategie e dei progetti delle associazioni e della comunità LGBTQIA+. Come auspicavamo, il percorso è stato in grado di allargarsi ad altre soggettività e progettualità, raccogliendo le disponibilità di nuove associazioni e soggetti firmatari.
Le azioni e i progetti proposti dai firmatari e dalle firmatarie e che compongono il patto sono un mosaico che spazia dalla promozione culturale alla formazione, dai servizi alla persona alle azioni di sensibilizzazione e promozione dei diritti.
Tutte queste azioni e proposte perseguono gli obiettivi, primari per l’Amministrazione, di rimuovere ogni forma di discriminazione, tutelare e promuovere i diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+, sostenere lo sviluppo della comunità e la collaborazione tra le associazioni e le soggettività che ne fanno parte, favorire lo scambio e il raccordo con le politiche dell’Amministrazione e con la cittadinanza tutta.
Considero il fine ultimo che ogni cittadina e ogni cittadino possa vivere liberamente la propria identità e il proprio orientamento sessuale, come questione di rispetto dei diritti umani e di interesse pubblico nella sua più alta accezione.
Ringrazio tutte le associazioni e le soggettività che hanno partecipato, i settori dell’Amministrazione comunale che hanno istruito il percorso e la Fondazione Innovazione Urbana che lo ha facilitato”.

Il Patto 2021-2026, nel solco del patto precedente, presenta alcune importanti novità.
Nel percorso sono stati coinvolti in modo trasversale tutti i settori dell’Amministrazione: hanno partecipato attivamente fin dalla co-programmazione funzionarie/i e/o dirigenti dell’Area Educazione, istruzione, nuove generazioni, del Dipartimento Welfare e promozione del benessere di comunità, del Dipartimento Cultura, Musei civici Bologna, Sport e Promozione della Città, del Dipartimento Urbanistica, casa e ambiente, dei Servizi demografici, del settore Innovazione, semplificazione e cura delle relazioni con il cittadino e del settore Polizia Locale del Comune di Bologna. Il coinvolgimento dei settori è rimasto fino alla fine della fase istruttoria dei singoli progetti e sarà mantenuto anche in fase di attuazione e valutazione. Tra le novità, infatti anche l’istituzione di un Tavolo di monitoraggio e valutazione sull’attuazione, l’aggiornamento e l’impatto sociale del Patto di collaborazione, aperto a tutte/i le/i sottoscrittrici/tori, in raccordo con la Giunta comunale.
L’Amministrazione comunale si è impegnata a individuare altri spazi, oltre a quelli già in uso, per rispondere sempre più alle istanze e ai bisogni avanzati emersi durante la co-programmazione e la co-progettazione.
Infine, l’enfasi del nuovo Patto è stata quella di facilitare momenti strutturati di approfondimento, scambio e formazione tra le associazioni LGBTQIA+ e i servizi, in particolare in ambito socio-sanitario, per una maggiore conoscenza dei servizi erogati e per un consolidamento della rete, promuovendo la partecipazione di altri stakeholder e istituzioni, tra i quali l’Ausl e Asp Città di Bologna.

I progetti del Patto sono complessivamente 104, di cui: 22 sull’asse tematico servizi alle persone; 40 sull’asse tematico educazione e formazione; 42 sul’asse tematico cultura e socializzazione.
Queste le associazioni e i gruppi che hanno sottoscritto il Patto: Agedo Bologna “Flavia Madaschi; Aicis Costruire Comunità Empatiche- AICIS ID 2.0 Per la comunità LGBTQIA+; Arcigay IL Cassero LGBTI Center; Attitudes- spazio alle arti; Aulos; Bside Pride; Bogasport; Centro risorse LGBTI; Centro Educazione e Studi sulla Discriminazione; Famiglie Arcobaleno; Frame; Gay lex; Gruppo Trans; IAM- Intersectionatities and more; Komos; La Tenda di Gionata; Lesbiche Bologna; Luki Massa; MIT – Movimento Identità Trans; Nove Punti; P.O.S.T.; Period Think Tank; Plus – Rete di persone LGBT+ sieropositive; Polis Aperta; Associazione Rete Attraverso lo Specchio; Rete Genitori Rainbow; Selene Centro Studi Ekodanza.
Ma il Patto resta aperto, sia a nuove adesioni di altri soggetti interessati, sia ad eventuali progettualità future che vengano condivise con il Tavolo di monitoraggio, attuazione e aggiornamento del Patto.

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