Sostenere nuove azioni di ricerca e sperimentazione, potenziare il monitoraggio della malattia, incentivare le attività di prevenzione e dare supporto alla filiera viticola danneggiata: sono le proposte emerse nel corso dell’incontro sul tema della Flavescenza dorata, la terribile malattia che sta mettendo a serio rischio al viticoltura modenese, che si è tenuto oggi pomeriggio nella sede del Consorzio del Lambrusco di Modena, alla presenza dell’Assessore all’agricoltura della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, del direttore generale Agricoltura Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna, Valtiero Mazzotti, dei rappresentati del Consorzio fitosanitario, oltre ai rappresentanti di Coldiretti Emilia Romagna e delle organizzazioni professionali.

La Flavescenza dorata – informa Coldiretti Modena – è una malattia conosciuta da sempre dai viticoltori che negli ultimi anni ha visto una grave recrudescenza.  Nei casi più gravi la malattia porta al completo estirpo delle piante, operazione che rimane di gran lunga la più efficace per contenere la malattia – sottolinea Coldiretti Modena – ma anche laddove la situazione non sia completamente compromessa, si rende necessaria una costante attenzione da parte dell’agricoltore nell’individuazione ed eliminazione delle piante sintomatiche.

Coldiretti sta monitorando da tempo la situazione, segnalando nelle sedi istituzionali opportune la necessità di prevedere misure a sostegno delle imprese colpite già gravate dagli effetti dell’aumento smisurato dei costi di produzione. Per sostenere le imprese –  afferma Coldiretti Modena – è necessario attivare aiuti economici per far fronte alle costose operazioni di estirpo e limitare, per quanto possibile, i danni economici dovuti alla perdita di prodotto e alle maggiori spese di gestione degli impianti. Inoltre – continua Coldiretti Modena  – è necessario avere la possibilità di utilizzare prodotti fitosanitari elaborati con nuove molecole più efficaci, e di utilizzare, per il reimpianto, piante sane e certificate.

La produzione di vino – ricorda Coldiretti – conta a Modena una superficie di 8.000 ettari, per una produzione totale di 1.360.000 quintali, pari al 16,5 di quella regionale. A Modena si contano otto vini a Denominazione di Origine Protetta (DOP): Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Colli Bolognesi, Colli Bolognesi Classico Pignoletto, Reno, Modena e Pignoletto; oltre a diverse denominazioni IGT.

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