“La combinazione devastante di carenza d’acqua e alte temperature sta mettendo in ginocchio l’agricoltura modenese con perdite che si attestano, al momento, ad 1/3 della produzione”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, nel commentare i dati allarmanti della emergenza idrica presentati oggi dal Consorzio di Bonifica Burana.

“Ad oggi si registrano cali fino del 50% per il mais e i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, perdite del 40% per la soia, del 30-35% per il sorgo, del 20% per il frumento ma anche problemi per le pere, che sono di pezzatura ridotta rispetto al normale sviluppo, e per i vigneti. A questo si aggiungono i rischi legati ad una maggiore incidenza di talune patologie che si sviluppano con queste condizioni climatiche” afferma Luca Borsari.

I danni della siccità – sottolinea Coldiretti Modena – arrivano in momento in cui molte aziende si trovano a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dell’aumento dei costi di produzione. In campagna  – continua Coldiretti Modena – pesano rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari: si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio, a cui si aggiungono rincari di oltre il 30% per il vetro, del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica.

“Occorre intervenire nell’immediato con misure di emergenza per salvare i raccolti e il futuro di aziende e stalle in grave difficoltà” afferma il presidente di Coldiretti Modena, Luca Borsari, nel sottolineare che “la devastante siccità che stiamo affrontando ha evidenziato ancora una volta che l’Italia ha bisogno di nuovi invasi per raccogliere l’acqua a servizio dei cittadini e delle attività economiche, come quella agricola che potrebbe moltiplicare la capacità produttiva in un momento in cui a causa degli effetti della guerra in Ucraina abbiamo bisogno di tutto il nostro potenziale per garantire cibo ai cittadini e ridurre la dipendenza dall’estero”. Per questo, con l’Anbi, l’Associazione nazionale delle bonifiche, abbiamo elaborato – conclude Borsari – un progetto immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell’acqua dalla pioggia.”

 

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