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“Il Governo intervenga con urgenza per fronteggiare l’emergenza cinghiali. Occorre l’ampliamento del periodo di caccia al cinghiale e la possibilità di effettuare piani di controllo e selezione anche nelle aree in cui oggi non è possibile intervenire. L’esecutivo deve mettere le Regioni nelle condizioni di poter operare. Non ce più tempo da perdere”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ribadendo la posizione unanime assunta, questa mattina, della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni che ha affrontato la questione.

“Ci aspettiamo -sottolinea l’assessore- che il Governo approvi il decreto interministeriale presentato più di due mesi fa alle Regioni che contiene provvedimenti necessari e urgenti volti a contrastare la presenza di cinghiali sul territorio che ha raggiunto livelli insostenibili come dimostrano i tanti episodi quotidiani come i danni alle colture agricole, gli incidenti stradali, le aggressioni alle persone e i potenziali rischi per la diffusione della peste suina. Infatti, per rendere davvero efficaci e concrete le misure e per prevenire la peste suina, la prima condizione necessaria è diminuire il numero di cinghiali sul territorio e difendere gli allevamenti”.

“La Regione Emilia-Romagna -aggiunge Mammi- ha messo in campo tutti gli strumenti normativi che abbiamo a disposizione, ma ne servono altri più incisivi e di carattere nazionale come quelli previsti nel Decreto in attesa di approvazione”.
La Regione ha approvato a fine 2021 il piano regionale di controllo e ha messo a disposizione 1 milione di euro che verrà adottato in assestamento di bilancio 2022 per coprire i danni da fauna. Ora continueremo -chiude l’assessore- a sostenere gli allevamenti suini e garantire la biosicurezza: per questa ragione abbiamo stanziato 6,7 milioni di euro tramite il Psr, per misure preventive alla peste suina, e siamo pronti a investire ulteriori 2,4 milioni”.

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