
Il team “Materiali Chirali”, che vede impegnati accademici di varie università con sede nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti, nonché in Israele, Spagna, Germania e Italia, ha vinto il premio per la scoperta di materiali organici chirali che consentono un elevato controllo sullo spin degli elettroni e dei fotoni.
Questi scienziati si uniscono a una prestigiosa lista di vincitori dei precedenti premi della RSC, tra i quali 50 Premi Nobel, inclusi i premi Nobel 2016 Jean-Pierre Sauvage, Fraser Stoddart e Ben Feringa.
Dopo aver ricevuto il premio, il membro del team Francesco Tassinari, ricercatore Unimore, che ha lavorato per sei anni al Weizmann Institute of Science (Rehovot, Israele), ha dichiarato: “Il team è davvero completo e raggruppa grandi scienziati che vengono da background molto diversi. Far lavorare chimici e fisici a stretto contatto permette di ottenere risultati straordinari“.
Un vasto numero di tecnologie presenti e future si basa sul controllo di una proprietà fondamentale degli elettroni e della luce detta “spin”. Mentre le applicazioni correnti vanno dalla memoria dei computer ai display a 3D, possibili applicazioni future comprendono computer e sensori quantistici, display ad alte performance e crittografia.
Le strategie attuali per il controllo dello spin in queste applicazioni si basano su materiali molto costosi o approcci con severe limitazioni pratiche.
Il team ha sviluppato un approccio alternativo per controllare lo spin degli elettroni e della luce tramite materiali organici chirali (molecole che non sono sovrapponibili alla loro immagine speculare) che assorbono ed emettono una luce circolarmente polarizzata.
I materiali e i metodi sviluppati nel progetto hanno portato alle polarizzazioni più elevate mai raggiunte finora, andando contro a quanto si pensava teoricamente possibile in precedenza, e hanno aperto la porta a nuove applicazioni basate sullo “spin”.
La Royal Society of Chemistry premia l’eccellenza nelle scienze chimiche da 150 anni.
I Premi Horizon celebrano le ricerche più innovative.
Questi premi vanno a gruppi o collaborazioni che aprono nuove direzioni e possibilità nei loro rispettivi campi, attraverso sviluppi scientifici rivoluzionari.


