
Lo afferma la Cisl Emilia Centrale che, dopo aver aderito alla campagna nazionale di raccolta fondi avviata dalla Cisl nazionale ai primi di marzo nei luoghi di lavoro e nelle comunità locali, ha deciso di mettere a disposizione delle famiglie ucraine i propri servizi affinché i profughi possano accedere ai due contributi erogati da Governo e CassaColf (lo strumento che fornisce prestazioni e servizi ai datori di lavoro e lavoratori domestici).
«Il contributo di sostentamento erogato dal Governo è riconosciuto direttamente al profugo ucraino che ha trovato un alloggio in modo autonomo presso parenti o amici – spiega Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto della Cisl Emilia Centrale e responsabile delle politiche Cisl per l’immigrazione – Si tratta di quote mensili (300 euro per adulto e 150 euro per minore) per un massimo di tre mesi, a partire dalla data riportata sulla ricevuta di presentazione della domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea.
Il contributo CassaColf, riconosciuto a partire dal 1° maggio, permette ai lavoratori ucraini iscritti alla CassaColf di ottenere fino a un massimo di euro 300 per il ricongiungimento familiare, ovvero un rimborso delle spese effettuate per l’ospitalità nella propria casa di parenti in fuga dalla guerra».
A oggi, sebbene negli ultimi giorni il flusso sia rallentato, sono oltre 3 mila gli arrivi di profughi in fuga dalla guerra russo-ucraina registrati nella nostra provincia, quarta in regione per numero di profughi dopo Rimini, Bologna e Reggio.
In Emilia-Romagna solo 2.300 profughi (sui 25 mila arrivati) sono ospitati nei Cas (centri di accoglienza straordinaria) e, quindi, non hanno diritto al contributo. Poiché a livello regionale le richieste di contributo per l’autonomo sostentamento sono state circa 3.500, è evidente che quasi 20 mila profughi non hanno ancora chiesto ciò che spetta loro.
«Questa nostra campagna rivolta ai profughi ucraini riguarda sia le informazioni su requisiti e tempi necessari per presentare le domande, sia le modalità tecniche per inviare le pratiche – aggiunge Chiatto – D’altro canto, il rapporto tra la Cisl e lavoratrici ucraine è molto stretto, soprattutto nel lavoro domestico. Basti pensare che sulle 755 colf e badanti che l’anno scorso si sono rivolte ai nostri uffici, 189 (cioè il 25%) proviene dall’Ucraina», conclude il segretario generale aggiunto della Cisl Emilia Centrale.


