Si svolgerà venerdì 18 marzo, alle 14, nell’Aula Poeti (Strada Maggiore, 45 – Bologna) e online su Teams, il seminario “Sul femminicidio come forma estrema della violenza maschile contro le donne” con l’obiettivo di incrociare diverse prospettive di analisi sulle violenze maschili contro le donne.

Introdotto dal saluto della prof.ssa Cristina Demaria, delegata del Rettore a Equità, Inclusione e Diversità, l’incontro affronterà, in particolare, il momento estremo delle violenze maschili contro le donne, e cioè la privazione violenta e volontaria della vita di una donna.

Sarà il punto di partenza per volgere l’attenzione a tutte le forme di violenza che lo hanno preceduto (fatti e reati cosiddetti “sentinella”), che avrebbero potuto allertare le persone e le istituzioni coinvolte ma che, in solitudine o in una purtroppo spesso vana ricerca di aiuto, non sono riuscite a far cogliere il rischio in atto, per riuscire a interromperlo. Conoscere è il primo doveroso passo. Di recente, muove i primi passi il tentativo di raccogliere e assemblare i dati istituzionali nella sezione dedicata alla violenza sulle donne nel sito dell’Istat, come spiegherà la sociologa Maria Giuseppina Muratore.

L’evento, promosso dall’Osservatorio di ricerca sul femminicidio, esito di una ricerca PRIN che ha coinvolto cinque gruppi di lavoro di altrettante università, coordinati dalla prof.ssa Pina Lalli del Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, è stato organizzato in collaborazione con l’Associazione GIUDiT, Giuriste d’Italia, presieduta da Maria (Milli) Virgilio e con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna.

Sono state seguite, infatti, due indagini: la ricerca scientifica con il progetto PRIN, i cui dati sono raccolti nel volume “L’amore non uccide” (Il Mulino, 2021) e illustrati nel sito dell’Osservatorio di ricerca sul femminicidio, e la relazione del novembre 2021 della Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere (presieduta dalla Sen. Valeria Valente), che ha potuto agire con i poteri della magistratura. L’una ha lavorato su un’ampia raccolta di dati di cronaca (2015-2017) e su 370 sentenze nell’arco di 10 anni; l’altra ha potuto lavorare su fascicoli processuali completi relativi al biennio 2017-2018.

Il punto di vista giuridico (avvocatura e magistratura) può dunque integrarsi con quello sociologico (comprensivo dell’analisi sui media), ma anche con quello medico-legale, su cui parlerà la prof.ssa Susi Pelotti, Direttrice della Scuola di specializzazione in medicina legale.

L’esperienza dell’Avvocatura (Elisabetta D’Errico, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bologna) nella difesa delle parti lese (Maria Virgilio), ma anche nella difesa dell’imputato di omicidio volontario (Gabriele Bordoni), si confronterà con la voce della Procura della Repubblica, quella specializzata e formata in materia (Lucia Russo).

Sarà fatto anche il punto sulle iniziative di modifica legislativa in corso: in generale giustizia civile e penale, e, più nello specifico, molestie sessuali e violenza sessuale come delitto impostato sulla mancanza di consenso.

Si tratta anche di adeguare l’ordinamento interno del Paese alle indicazioni normative sovranazionali: oltre alle convenzioni ONU e Consiglio d’Europa, ci sono gli obblighi come paese membro dell’Unione Europea, sia sul versante penalistico (gli eurocrimini) sia sul versante civilistico, poiché, dopo tanti interventi punitivi sui reati e sulle pene, una risoluzione del Parlamento europeo ha messo al centro l’impatto della violenza da parte del partner sui diritti di affidamento di donne e minori, come spiegherà la vicepresidente del Parlamento europeo, Giuseppina Picierno.

 

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