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Incontro tra il direttore di Confindustra Ceramica Cafiero e il Sindaco Zanni su crisi energetica e le prospettive future nel distretto






Il Presidente della Provincia di Reggio Emilia e Sindaco di Castellarano Giorgio Zanni ha incontrato, nella giornata di venerdì 14 gennaio, il direttore di Confindustria Ceramica Armando Cafiero. Oggetto dell’incontro è stata innanzitutto la forte preoccupazione per il permanere degli altissimi costi di energia e materie prime. Una circostanza che colpisce le imprese ceramiche ormai già da diversi mesi e che preoccupa fortemente tutto il Distretto: imprese, lavoratori, famiglie e parti sociali in egual modo.

Zanni e Cafiero hanno convenuto su come l’insostenibilità dei costi perduri ormai da troppo tempo e necessiti di interventi immediati e decisi da parte del Governo. Quello ceramico è un distretto economico fondamentale non soltanto per i comuni reggiani e modenesi ma lo è per il sostegno dell’intera economia regionale e nazionale. Qui è concentrato l’80% dell’industria ceramica nazionale, con 20mila persone impiegate direttamente ed altrettante nell’indotto, e che producono un fatturato nell’ordine dei 6 miliardi di euro l’annuo, di cui circa 5 miliardi derivanti da esportazioni.

Il distretto si trova oggi nella morsa degli aumenti di gas, elettricità e materie prime. Aumenti talmente repentini e spropositati che impattano fortemente sui margini economici tanto da rendere in alcuni casi persino antieconomica la produzione, nonostante il netto aumento degli ordinativi fatti registrare in questi mesi.

“Una situazione paradossale e molto preoccupante. — commenta Zanni — Chiediamo al Governo di intervenire in maniera immediata e decisa per supportare le imprese nell’affrontare questo picco fuori scala dei costi energetici e scongiurare una crisi di settore che colpirebbe certamente aziende, lavoratori e famiglie. Una preoccupazione che emerge forte anche dai confronti costanti con tutti gli attori socio-economici del territorio, dalle rappresentanze sindacali a quelle delle imprese, dagli imprenditori ai lavoratori, passando per le loro famiglie.”

C’è poi un altro aspetto su cui è proseguito il dialogo.

“Anche per mettersi al riparo da future crisi energetiche è importante continuare a percorrere la strada verso una transizione ecologica di settore vera e duratura, possibile solo se al tempo stesso sia sostenibile in termini ambientali, sociali ed economici. Con piacere sento viva la volontà del settore e delle imprese di impegnarsi in questo percorso decisivo per le nostre comunità, al fine di limitare sempre più l’impatto delle produzioni su ambiente e clima. Anche qui però è fondamentale una strategia di forte collaborazione tra Stato (penso ai fondi PNRR in materia di transizione ecologica) aziende ed istituzioni locali”.

Se tanti sono i progetti già in campo, dalla fabbrica alimentata ad idrogeno all’applicazione di filtri e inchiostri innovativi, dal completo riciclo di acque e scarti di lavorazione alla cogenerazione, sono altrettanti quelli su cui si intende proseguire con investimenti, ricerca e sviluppo. Non ultima, la possibilità di investire nell’estrazione di gas da siti già esistenti sul territorio nazionale, in un’ottica di parziale sostituzione di gas di importazione, grazie ad un impegno economico condiviso da più parti.

Oltre agli impegni congiunti richiesti al governo, durante l’incontro è emersa anche la volontà di proseguire il lavoro sinergico con il territorio e le amministrazioni, con l’obiettivo di arrivare nei prossimi mesi alla stipula di un “Patto per il Distretto” che includa appunto energia, lavoro e sostenibilità. Una piattaforma che, su questi temi, continui a tenere insieme aziende, istituzioni, università e rappresentanze sociali nella costruzione del futuro del distretto.

Mercoledì è previsto un incontro tra Confindustria Ceramica e le altre Associazioni dei settori manifatturieri più colpiti con il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. É auspicabile che questo sia foriero di risposte e sostegni immediati per arginare l’attuale situazione emergenziale in corso. Se così fosse questo sarebbe un primo ottimo passo per stabilizzare il settore ed intraprendere con ancor più serenità, forza e compattezza il più lungo ma altrettanto fondamentale percorso in materia di transizione ecologica, energetica, di investimenti e lavoro dell’intero comparto ceramico.

 

 

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