
Durante l’operazione sono state identificate 53 persone di cui 51 stranieri. Conferme quindi dalle modalità dello spaccio attuate nel piazzale ipotizzate dai carabinieri. Il modus operandi dei pusher è sempre lo stesso: la droga non viene quasi mai portata addosso (a meno che non si parli di piccolissime quantità di marijuana, tali da poter giustificare, in caso di perquisizione, l’uso personale), bensì nascosta tra rotaie, banchine, passaruota dei veicoli parcheggiati e siepi, pronta alla ‘consegna’ solo ad accordi raggiunti con l’acquirente. Il sottopasso funge da vera e propria scappatoia per i pusher, consentendo loro la fuga in caso di controlli. Il contatto pusher-cliente avviene solitamente proprio in questo luogo, in cui gli intermediari chiedono a chiunque passi il canonico ‘amico, hai bisogno?’. Il resto avviene con la ricezione del denaro e l’indicazione del posto dove è nascosta la droga. Nascondigli che ora stanno venendo alla luce grazie proprio anche ai controlli dei carabinieri che stanno operando i sequestri avviando nel contempo la parallela attività investigativa per risalire ai pusher.


