
Nella lettera inviata al Prefetto di Bologna, Cna Bologna fa presente che altre Prefetture italiane hanno chiarito, in relazione ai servizi alle persone, che “è possibile recarsi anche presso un esercizio ubicato al di fuori del Comune di residenza in considerazione che i suddetti professionisti assicurano l’afflusso contingentato della clientela tramite appuntamento”. Cna ha chiesto pertanto se tale posizione è valida anche per il territorio bolognese, e se, per logica analogia, sia valida per tutte le attività dell’artigianato legittimamente aperte. Lo stesso tema oltre ai clienti dei gommisti, riguarda infatti anche i clienti di acconciatori ed estetisti, così come chi vende i mobili.
Il cittadino, ritiene Cna, “ha il diritto di spostarsi se ritiene di essere in una situazione di necessità e lo dovrà fare comprovandolo con l’auto dichiarazione. Per necessità si intende quello che da sempre la giurisprudenza definisce, e cioè agire per evitare un danno alla salute o un danno patrimoniale o economico. In considerazioni delle difficoltà delle nostre imprese, che pur rimanendo attive vedono i propri clienti impediti nel raggiungerle, e senza ricevere per questo alcun ristoro (il DL relativo non ne prevede alcuno), auspichiamo che in tempi brevi possiate fornire elementi di chiarezza per evitare il diffondersi di informazioni frammentarie e distorte anche all’interno delle Amministrazioni comunali locali e che non impediscano di fatto alle imprese di poter svolgere la propria attività”.


