
Il percorso ha visto un lavoro corale che ha coinvolto, insieme agli insegnanti, tutte le sette classi della scuola primaria dell’istituto, trasformando la storia in un’esperienza condivisa. Attraverso lo sguardo degli scolari, la storia della scuola durante la guerra prende forma come un racconto vivo, fatto di emozioni, scoperte e domande.
Il progetto e i laboratori
Gli alunni hanno prima partecipato ai laboratori di sceneggiatura guidati da Marco Santachiara, dove hanno imparato a leggere le fonti storiche, a trasformarle in racconto e a dare voce ai bambini di allora. Un processo che ha permesso loro di comprendere come la memoria non sia un’eredità immobile, ma un compito e un atto di responsabilità verso il presente. Successivamente, le riprese – realizzate in tre giornate a fine aprile da Ezio Aldoni, che ha curato anche la regia – hanno dato forma cinematografica al lavoro svolto in classe, valorizzando la spontaneità dei piccoli attori e la forza educativa della narrazione.
La struttura del film: tra bianco e nero e colore
Il cortometraggio si divide in due parti distinte:
· La prima parte, in bianco e nero, ricostruisce la quotidianità scolastica del tempo di guerra. I bambini interpretano scene ispirate a documenti d’archivio, riportando alla luce privazioni e resilienza. Le scene sono ambientate sia all’interno del Museo “C’era una volta la scuola” (dove i curatori hanno fedelmente ricostruito gli ambienti della vecchia scuola, simulando l’indottrinamento del regime fascista con i bambini in divisa da balilla), sia in esterni. Tra questi, le lezioni a casa della maestra a causa degli allarmi di guerra e l’emozionante scena del salvataggio di un partigiano dalla cattura da parte dei soldati.
· La seconda parte, a colori, si apre alla Liberazione e ai valori fondativi della Costituzione, mostrando come i principi della democrazia siano compresi e narrati anche dai più piccoli. Le scene si svolgono sia nel cortile della scuola per festeggiare la Liberazione (rievocando il primo voto delle donne e l’Assemblea Costituente), sia in un’aula moderna, dove gli scolari apprendono e raccontano i concetti di democrazia, uguaglianza, diritti e doveri. In questo modo, la scuola diventa il luogo in cui la storia non si studia soltanto, ma si vive, si interpreta e si trasmette.
Dalla scuola alla città: un legame con la comunità
L’attività è stata sostenuta dalla Sezione ANPI di Guastalla, da ANTEAS Guastalla e da ARS VENTUNO, con il patrocinio del Comune di Guastalla. Il progetto è stato inoltre inserito nell’edizione di “conCittadini”, la struttura dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna che cura i percorsi di cittadinanza attiva rivolti a scuole, enti locali e associazioni del territorio.
La successiva diffusione del filmato attraverso i canali social non sarà un semplice atto di comunicazione, ma un gesto civico per rendere visibile il lavoro della scuola e rafforzare il legame con le famiglie. Il progetto diventa così un ponte tra generazioni: i bambini raccontano la storia a genitori e nonni, ricordando a tutta la cittadinanza che la Liberazione e la Costituzione non sono pagine chiuse, ma valori da custodire insieme. La scuola si conferma, ancora una volta, motore di comunità e luogo capace di costruire appartenenza e responsabilità civica.


