La sezione 5 anni della Scuola comunale dell’infanzia “Rodari” si è aggiudicata il primo premio del Premio Boiardo in memoria di Giuseppe Anceschi, promosso dal Centro Studi Matteo Maria Boiardo con l’obiettivo di diffondere tra le giovani generazioni la conoscenza dell’illustre concittadino scandianese e della sua opera.

Il riconoscimento, del valore di 1.000 euro, è stato assegnato nell’ambito del premio rivolto per l’anno scolastico 2025/2026 alla scuola dell’infanzia. Gli elaborati presentati dovevano riguardare, nelle forme liberamente scelte dai docenti, tematiche legate all’opera di Matteo Maria Boiardo e al suo tempo, dai luoghi ai personaggi che ne hanno animato l’immaginario. A valutare i lavori è stata una giuria designata dal Consiglio direttivo del Centro Studi.

Per la scuola “Rodari” è stato un momento particolarmente emozionante, perché il premio ha valorizzato un percorso collettivo costruito durante l’intero anno scolastico, capace di coinvolgere bambine e bambini, insegnanti, personale ausiliario, famiglie, atelieriste e realtà del territorio. Un lavoro corale che ha saputo avvicinare i più piccoli a un grande classico della cultura scandianese, l’Orlando innamorato, attraverso linguaggi diversi: narrazione, grafica, video, manualità, creta, artigianato, conversazioni, gioco simbolico e Lingua dei segni italiana.

Il progetto è nato da una domanda semplice e potente: come presentare ai bambini un’opera apparentemente lontana dal loro mondo? La risposta è arrivata dalla loro stessa esperienza, attraverso una conversazione sul Palio dell’Angelica, manifestazione che ogni anno richiama Scandiano alla propria storia boiardesca. Da lì sono nate le prime domande: chi è Angelica? Perché questa festa si svolge proprio qui? Interrogativi che hanno aperto la strada alla scoperta di episodi e personaggi dell’Orlando innamorato, proposti in una narrazione ridotta e pensata appositamente per l’età dei bambini.

Così Orlando, Rinaldo, Argalia, Ferraù, Carlo Magno, Agricane, la fata Morgana e Agramante sono entrati nella quotidianità della sezione. I bambini hanno iniziato a riconoscerli, interpretarli e trasformarli in gioco. A tavola il pranzo diventava l’occasione per immaginare l’incontro tra una dama e un cavaliere; al parco le corse richiamavano le fughe di Angelica; nello spazio delle costruzioni prendevano forma castelli sempre più complessi, scenari di giochi di ruolo e nuove avventure.

Da questo percorso sono nati elaborati grafici, riflessioni verbali, sculture in creta dei personaggi, un libro e un video. Prodotti diversi, frutto di attività individuali, in piccolo gruppo e in grande gruppo, che hanno restituito la ricchezza del lavoro educativo svolto. Particolarmente apprezzata dalla giuria è stata anche l’attenzione alla Lingua dei segni italiana, resa possibile grazie al contributo di Elena Curti, ausiliaria della scuola, che ha accompagnato il progetto con sensibilità e competenza.

Accanto a lei, il percorso ha visto l’impegno delle insegnanti Marisa Ronchetti e Monia Carretti, comunali, ed Enrica Casotti di Coopselios. Un ringraziamento speciale va anche a Catia Fabbri, ausiliaria con una forte passione per l’artigianato, che ha contribuito alla rilegatura del libro, e alle atelieriste Eleonora Fiaccadori di Coop Accento e Vania Franchi del Comune, che hanno sostenuto la dimensione espressiva e creativa del progetto, così come ad Aldo Iotti, esperto in calligrafia antica.

Il premio rappresenta anche un riconoscimento al valore della rete educativa scandianese, fatta di scuola, famiglie, associazioni, personale dei servizi, amministrazione comunale e realtà del territorio. Una comunità che continua a investire sull’infanzia come luogo privilegiato di crescita, scoperta e inclusione. In questo percorso si inserisce anche il ruolo di ANCESCAO, presenza importante nel tessuto sociale scandianese e nelle relazioni tra generazioni, che ha realizzato preziosi costumi ispirati al vestire dell’epoca.

Avvicinare i bambini a Matteo Maria Boiardo significa consegnare loro, fin dai primi anni, un pezzo fondamentale dell’identità culturale di Scandiano. Il successo della “Rodari” dimostra che anche un grande poema cavalleresco può diventare materia viva nelle mani dei più piccoli, se viene raccontato con cura, creatività e attenzione ai linguaggi ed alle sensibilità di ognuno.

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