La Polizia di Stato di Bologna lo scorso 22 maggio ha denunciato tre giovani ritenuti responsabili di una serie di truffe legate alla compravendita di auto online. L’indagine è scattata dopo un controllo nei pressi della Stazione Centrale di Bologna, che ha consentito di ricostruire un articolato sistema di raggiri ai danni di privati venditori.

L’intervento è nato da un ordinario controllo effettuato dalla squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria di Bologna durante un servizio di vigilanza nello scalo ferroviario. Gli Agenti hanno notato due SUV di grossa cilindrata parcheggiati in Piazzale Medaglie d’Oro, con a bordo complessivamente tre persone che stavano per incontrare un quarto individuo. L’atteggiamento dei presenti ha insospettito gli Operatori, che hanno deciso di procedere agli accertamenti.

Dalle verifiche è emerso che le quattro persone si erano date appuntamento per la compravendita di uno dei veicoli, pubblicizzato su un noto portale di annunci online al prezzo di 24.900 euro. L’acquirente, un cittadino italiano di 35 anni, era già salito a bordo del mezzo insieme ai tre sedicenti venditori, di 19, 20 e 22 anni, che avevano fornito false generalità agli Agenti.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che il SUV oggetto della vendita era stato appena segnalato dalla Stazione Carabinieri di Imola perché coinvolto in una truffa online. Pochi giorni prima, infatti, il veicolo era stato acquistato in provincia di Padova da uno dei tre giovani fermati mediante il pagamento di un assegno bancario risultato successivamente falso. Il valore della transazione ammontava a 38.000 euro.

I tre identificati, due uomini e una donna, sono stati accompagnati negli uffici della Polizia Ferroviaria di Bologna Centrale per ulteriori controlli. Dagli accertamenti è emerso che tutti erano già noti alle Forze dell’Ordine per reati contro il patrimonio. Il 19enne risultava inoltre destinatario di una nota di rintraccio emessa dal Commissariato di Imola per una precedente truffa in concorso, mentre la 22enne era destinataria di un analogo provvedimento emesso dalla Polizia Locale di Ravenna per lesioni personali in concorso.

La perquisizione dei due veicoli ha permesso di rinvenire anche una carta di circolazione appartenente a un terzo mezzo, anch’esso riconducibile a una truffa consumata il giorno precedente a Osio Sotto, in provincia di Bergamo. In quel caso, una donna aveva venduto la propria auto tramite lo stesso portale di annunci senza ricevere il pagamento pattuito di 20.000 euro. Entrambi i veicoli e il materiale rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle attività, due dei presunti responsabili sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata in concorso.

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