Nel giorno del 14esimo anniversario della seconda scossa del terremoto in Emilia del 2012, riapre ufficialmente il municipio di Mirandola, uno dei comuni del Modenese più danneggiati dalle scosse sismiche che causarono, tra il 20 e 29 maggio, venti vittime e oltre 13 miliardi di euro di danni.
Il taglio del nastro con il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, e l’assessore regionale con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi. La cerimonia di oggi completa la fase di trasferimento dei principali servizi ai cittadini iniziata già ad aprile e che proseguirà riportando gradualmente tutte le attività ospitate prima del terremoto. Il costo totale dell’intervento ammonta a 8,4 milioni di euro, di cui 8,1 di fondi commissariali e il resto finanziato dal Comune.
“Oggi è una delle giornate più importanti nella storia di questa comunità- afferma de Pascale-, perché dopo 14 anni riapre uno dei simboli di Mirandola e purtroppo anche del dramma che ha rappresentato il terremoto del 2012 per tutta l’Emilia-Romagna. La riconsegna del municipio assume un valore altamente simbolico: significa riportare la casa comunale nel cuore della città, restituire un punto di riferimento e riaffermare la vicinanza delle istituzioni alle cittadine e ai cittadini. Ed è anche l’occasione per ricordare chi ha sofferto le conseguenze di quel terribile sisma- prosegue il presidente-, rendendo omaggio alla straordinaria forza di una comunità che ha saputo subito reagire e risollevarsi. Anche per loro la nostra attività di ricostruzione va avanti senza sosta. Abbiamo ricevuto nuovi finanziamenti e siamo orgogliosi che il Governo abbia preso a modello la ricostruzione fatta qui, nella nostra regione, per la nuova legge nazionale sulla gestione del post calamità. Continueremo a lavorare insieme, fianco a fianco, finché l’ultimo cantiere non sarà concluso”.
“La Città di Mirandola oggi vivrà un momento molto atteso e dal forte significato simbolico: la riconsegna alla Comunità del suo Municipio storico in Piazza della Costituente. Monumento identitario della nostra Città e custode della sua memoria collettiva- aggiunge la sindaca Budri-. Il 29 maggio 2012 è una data impressa nella storia del nostro territorio, il giorno in cui, quattordici anni fa, la terra tremò di nuovo, a pochi giorni di distanza dalla prima terribile scossa, portando con sé distruzione e dolore. In un territorio come il nostro, che storicamente si era sempre ritenuto sicuro dal punto di vista sismico, si è sperimentata una paura e un senso di impotenza, che fino a quel momento molti di noi non avrebbero mai immaginato di provare. Ma la risposta è stata grande, immensa, fin da subito. La gestione delle prime fasi dell’emergenza ha visto una mobilitazione straordinaria, che ha coinvolto tutti e dato testimonianza di una generosità totale. E poi la ricostruzione. Nell’80esimo anniversario della Repubblica e della costituzione del primo Consiglio Comunale della Mirandola liberata, la riapertura della ‘Casa dei Cittadini’- chiude la sindaca– assume un significato democratico altissimo. Rappresenta la vittoria della ricostruzione, della legalità e della continuità istituzionale. Questa giornata non testimonia soltanto la fine di un cantiere, ma la riconquista di uno spazio di democrazia e partecipazione”.
L’intervento di recupero
Il Palazzo Comunale, simbolo di Mirandola, risale ad almeno sei secoli fa: in particolare il grande loggiato dalle linee rinascimentali che affaccia su Piazza Costituente fu edificato nel 1468, per volere della contessa Giulia Boiardo e di Galeotto I Pico, su un edificio preesistente. Il terremoto lo ha pesantemente danneggiato, con crolli e lesioni strutturali in più punti, e il progetto di ripristino ha avuto come obiettivo proprio quello di riconsegnare alla cittadinanza il Palazzo Comunale storico, conservando tutti gli elementi superstiti, ricostruendo con materiali più leggeri e resistenti le parti crollate, pur riproponendole con la forma e il cromatismo originario.
Sono state previste opere di messa in sicurezza, rimozione, smontaggio o demolizione parziale delle strutture e degli elementi pericolanti ancora presenti, gravemente danneggiati dal sisma, sia quelli non recuperabili che quelli recuperabili e parzialmente riutilizzabili. Quindi si è passati a una fase di conservazione, riparazione e consolidamento strutturale degli elementi danneggiati e di ricostruzione delle parti. Infine, sono stati realizzati alcuni interventi di miglioramento della fruibilità del palazzo senza intaccare lo spirito dell’edificio.



