
La donna, allertata dall’accaduto, si è precipitata in strada e ha affrontato l’aggressore per proteggere i giovani, ordinandogli di allontanarsi. Questo ha scatenato una discussione accesa, durante la quale l’uomo ha reagito verbalmente prima di darsi momentaneamente alla fuga. Grazie alla prontezza dei carabinieri della Sezione Radiomobile di Reggio Emilia, il sospettato è stato fermato poco dopo e identificato. Addosso a lui è stata trovata una pistola a salve, successivamente accertata come giocattolo, ma priva del tappo rosso distintivo richiesto per legge.
Per questi fatti, il 29enne, residente in un comune della bassa reggiana, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, guidata dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, con l’accusa di minaccia aggravata e porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere. Le indagini preliminari sono tuttora in corso per approfondire i dettagli e consentire eventuali azioni penali.
L’episodio si è verificato nella notte tra il 23 e il 24 maggio 2026, intorno alle 00:30. Una pattuglia dei carabinieri era intervenuta rapidamente a seguito di una segnalazione al numero 112 relativa a un individuo armato che stava minacciando bambini in una strada del capoluogo. All’arrivo sul luogo, i militari hanno raccolto le testimonianze dei presenti e dei familiari dei minori coinvolti. Una delle madri ha raccontato di essere accorsa dai ragazzi quando si trovava in giardino, affrontando poi l’uomo in un vivace alterco prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Facendosi guidare dalle indicazioni fornite dai residenti e testimoni, i carabinieri hanno individuato e fermato il sospettato non lontano dal luogo dell’incidente. L’uomo, un cittadino italiano di 29 anni, è stato perquisito e trovato in possesso di una pistola a salve marca Bruni, modello 92, priva del tappo di sicurezza richiesto dalla normativa vigente. In stato di evidente alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di alcolici, il giovane ha confermato di essere il proprietario dell’oggetto rinvenuto, che è stato immediatamente sequestrato.
Viste la gravità dei fatti e le prove raccolte, i carabinieri hanno formalizzato la denuncia nei confronti dell’uomo per i reati contestati e proseguito con le procedure necessarie per consegnare l’arma ai propri laboratori tecnici. Restano ora in corso ulteriori accertamenti investigativi per chiarire gli effettivi motivi del gesto e definire le responsabilità penali dello stesso.


