
L’intervento, finalizzato a restituire qualità percettiva e coerenza all’ambiente storico, oltre che a ridurre gli spifferi e a garantire una maggiore sicurezza nelle operazioni di apertura e chiusura per gli operatori e per il pubblico, ha previsto la sostituzione degli infissi esistenti in legno grezzo e vetro artificiale in polimetilmetacrilato, ormai fatiscenti e non più funzionali.
“Si tratta di un intervento piccolo, ma complesso e di grande qualità”, commenta l’assessore ai Lavori pubblici Giulio Guerzoni. “In questo modo si valorizza la nostra straordinaria Ghirlandina che, oltre ad essere il simbolo della città, registra numeri turistici da record. Mi sento quindi di ringraziare i tecnici comunali, le imprese e le maestranze per la competenza dimostrata in questo intervento”.
I lavori, per un valore complessivo di 22 mila euro, sono stati eseguito in due fasi per limitare al minimo le interferenze con la fruizione della torre. Nella prima fase sono stati installati i primi 18 infissi con chiusura della Torre per un paio di giorni, nella seconda fase, senza chiusure dell’edificio, sono stati installati gli ultimi sei oblò, adattati su misura, foro per foro, in considerazione della non perfetta regolarità di ciascuna apertura.
Le 12 finestre e i 12 oblò sono stati rifatti mediante profili in ferro-finestra a basso impatto visivo, ispirati a preesistenze analoghe rinvenibili nel Duomo di Modena e nella stessa Torre Ghirlandina. Dall’esame della documentazione storica disponibile non sono state reperite fotografie degli infissi precedenti, che si presume risalissero all’Ottocento, periodo in cui la sala era abitata dai torresani.
La costruzione del quinto piano della Torre Ghirlandina (Stanza dei Torresani) risale con grande probabilità al periodo compreso tra il 1169 e il 1184, corrispondente alla seconda fase costruttiva della torre (dal II al V piano). In origine, questo ambiente era probabilmente meno sviluppato in altezza e venne successivamente sopraelevato in occasione dell’intervento del 1261, che lo trasformò nell’attuale Stanza dei Torresani, con il trasferimento delle campane al sesto piano.


