“Le partecipate iniziative svoltesi oggi sul nostro territorio, in occasione dello sciopero proclamato dalla Flc Cgil, confermano l’elevata preoccupazione del personale scolastico e degli studenti rispetto alla riforma che coinvolgerà gli istituti tecnici a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Le adesioni allo sciopero sono state del 70% al Meucci di Carpi, percentuali attorno al 30% negli istituti tecnici di Modena città” – afferma Flc Cgil Modena.

“Grazie al lavoro del personale della scuola, degli studenti e della nostra organizzazione, sono state raccolte oltre 500 firme di docenti degli istituti tecnici di Modena e provincia – tra cui Corni, Vinci, Fermi e Guarini – contro la riforma.

Un segnale concreto della volontà diffusa di difendere un’istruzione tecnica pubblica di qualità.

Nel merito della riforma, a oggi permane una totale mancanza di chiarezza riguardo alle classi di concorso e all’attribuzione delle discipline in vista dell’anno scolastico 2026/2027.

Studenti e famiglie hanno effettuato le iscrizioni a gennaio senza conoscere quali sarebbero stati i quadri orari, le discipline e l’organizzazione dei percorsi, compromettendo così la possibilità di una scelta realmente consapevole e informata”.

“Questa riforma  – prosegue Flc Cgil Modena rischia di determinare un impoverimento dei percorsi formativi, riducendo le capacità di analisi critica e la consapevolezza civica degli studenti.

Come previsto, gli effetti negativi della riforma investono tutti gli ordini di scuola e, nel nostro territorio, si traducono in una perdita secca di 38 posti per docenti a tempo indeterminato, che verranno ricollocati a livello provinciale.

A pagarne le conseguenze non saranno soltanto le lavoratrici e i lavoratori della scuola, ma anche gli studenti, che perderanno la continuità didattica con i propri insegnanti. A ciò si aggiungono le minori opportunità di impiego per il personale precario.

Questi tagli risultano ingiustificabili anche alla luce del calo demografico, soprattutto perché colpiscono gli studenti più fragili: negli istituti superiori si registrano infatti 18 perdenti posto sul sostegno, in controtendenza rispetto al dato nazionale.

Segnaliamo inoltre che, su questi temi, alcuni parlamentari dell’opposizione del nostro territorio hanno presentato un’interrogazione al ministero dell’Istruzione e del Merito”.

“Per queste ragioni – prosegue il Sindacato:

  • ribadiamo la richiesta di revoca del provvedimento di riordino dell’istruzione tecnica oppure, in subordine, il rinvio dell’avvio della riforma all’anno scolastico 2027/2028, con l’immediata apertura di un confronto reale con il mondo della scuola;
  • le iniziative democratiche e collegiali finalizzate a contrastare l’attuazione della riforma e a chiedere maggiore chiarezza e partecipazione nelle scelte che riguardano il futuro dell’istruzione tecnica non si esauriranno con la giornata di oggi.

Siamo contrari a un’idea di scuola che taglia ore, futuro, cultura e pensiero critico”, conclude Flc Cgil Modena.

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