
Il senso della mia affermazione è molto semplice: il contratto originario prevedeva un importo di circa 1.780.000 euro, mentre con la ditta si era aperto un contenzioso su una cifra di circa 1.680.000 euro. In questo contesto, il pronunciamento del Tribunale di Modena è chiaro: sono state riconosciute esclusivamente le somme relative alle lavorazioni effettivamente eseguite, senza alcun riconoscimento di danni economici all’impresa.
Questo significa che tutte le richieste avanzate dalla ditta, comprese quelle per presunti danni da perdita di chance, sono state ritenute infondate e rigettate.
È bene ricordarlo: l’impresa Porfirea aveva citato il Comune per circa 326.000 euro, sostenendo la presenza di lavori non correttamente contabilizzati oltre a ulteriori danni economici. Il giudice ha respinto queste richieste, riconoscendo invece circa 63.000 euro, una cifra che rientra pienamente nell’ambito del contratto.
Altro che “contenzioso perso”: siamo di fronte a una decisione che tutela l’Ente e i cittadini, evitando esborsi ben più rilevanti.
Colpisce invece come il Partito Democratico preferisca costruire polemiche su questa vicenda, piuttosto che affrontare temi concreti per la città. Sulla sicurezza, ad esempio, continuiamo a vedere poche risposte. Sul bilancio, invece, emergono scelte discutibili, con risorse sempre più orientate verso comunicazione, social, videomaker e – a quanto pare – anche spese per ottenere una esposizione mediatica.
Nel frattempo, si è persa un’opportunità importante già annunciata, come quella legata all’efficientamento energetico.
Più che una riflessione seria sui problemi della città si denota scarsa conoscenza delle cose, oppure è un inizio di campagna elettroale anzitempo.
Alessandro Lucenti (Fratelli d’Italia)


