La UIL Scuola di Reggio Emilia, per voce del suo responsabile territoriale Luigi Fiorentino, denuncia con forza la gravissima situazione di disparità di trattamento che sta colpendo i lavoratori con disabilità della nostra regione a seguito delle nuove procedure introdotte dalla Delibera n. 2124 del 15/12/2025 della Regione Emilia-Romagna. Oltre alla denuncia pubblica, il sindacato annuncia di aver inoltrato una formale istanza di rettifica in autotutela alla Giunta Regionale e all’Agenzia Regionale per il Lavoro (ARL).

A far data dal 1° gennaio 2026, la Regione ha deciso di non accettare più l’iscrizione al collocamento mirato (Legge 68/99) per chi è privo della Diagnosi Funzionale (DF) definita, eliminando la possibilità – concessa fino al 31/12/2025 – di iscriversi con la sola ricevuta di prenotazione della visita medica.

Questa decisione sta creando un paradosso burocratico insostenibile: mentre i candidati residenti in altre regioni d’Italia possono iscriversi regolarmente e partecipare come riservisti a qualsiasi bando pubblico, i cittadini dell’Emilia-Romagna restano bloccati in un limbo normativo, venendo di fatto esclusi dai prossimi bandi per il personale ATA.

“Siamo di fronte a una palese violazione del principio di uguaglianza”, dichiara Luigi Fiorentino. “I risultati sono già visibili nelle nostre province. Per i prossimi bandi finalizzati alle assunzioni a tempo indeterminato del personale ATA, i candidati emiliani potranno partecipare come riservisti solo se già iscritti al 31/12/2025. Al contrario, un candidato di un’altra regione potrà iscriversi oggi stesso e concorrere liberamente per i posti riservati in Emilia-Romagna. È un attacco diretto al diritto al lavoro dei disabili del nostro territorio.”

A seguito di una richiesta urgente di chiarimenti, l’Ufficio per il Collocamento Mirato di Reggio Emilia ha confermato la rigidità di queste procedure con nota prot. 0157156.U del 29/04/2026. La risposta ufficiale cita la possibilità di deroga solo in presenza di un “nulla osta” per l’assunzione.

Tuttavia, come sottolineato da Fiorentino, questa risposta rappresenta un vero e proprio muro di gomma: “I bandi pubblici per il personale ATA non prevedono alcun nulla osta preventivo, rendendo di fatto impossibile per i nostri candidati far valere i propri diritti di riserva e rendendo queste presunte deroghe totalmente inutilizzabili per i concorsi pubblici.”

Data la gravità della situazione e la palese disparità di trattamento rispetto alle altre regioni italiane, la UIL Scuola Reggio Emilia ha deciso di investire della questione il Ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, chiedendo un intervento ispettivo e chiarificatore.

“Non è accettabile che il diritto al lavoro, garantito dalla Legge 68/99 e dalla Costituzione, dipenda dai confini regionali. Mentre il Ministro lavora per semplificare la vita delle persone con disabilità, l’Emilia-Romagna complica l’accesso al lavoro con una norma che punisce i residenti locali rispetto a chi proviene da fuori regione”, aggiunge Fiorentino.

Nell’istanza inviata ai vertici regionali, la UIL Scuola chiede formalmente:

Il ripristino immediato dell’iscrizione con riserva al collocamento mirato per chi ha già prenotato la visita medica, in attesa della definizione della Diagnosi Funzionale.

L’emanazione di una circolare urgente dell’Agenzia Regionale per il Lavoro (ARL) che tuteli i riservisti nei concorsi scuola e ATA, garantendo pari opportunità rispetto al resto del Paese.

“Non ci fermeremo”, conclude Fiorentino, “fino a quando ogni lavoratore fragile di Reggio Emilia non avrà le stesse opportunità di un suo collega di qualsiasi altra parte d’Italia. La burocrazia non può calpestare la dignità e il diritto all’occupazione.”

 

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