Tutto pronto in Emilia-Romagna per prevenire e contrastare le malattie virali, potenzialmente anche gravi, che le zanzare possono trasmettere all’uomo: la Giunta ha approvato il Piano regionale 2026 di sorveglianza e controllo delle arbovirosi. L’obiettivo è confermare e rafforzare le strategie condivise di lotta agli insetti vettori di malattie presenti nel territorio e garantire in modo sinergico le attività. Dagli interventi di disinfestazione, che sono in carico alle Amministrazioni comunali con il supporto tecnico-scientifico dei dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende Usl regionali, alle misure di sorveglianza, coordinate ed estese su tutto l’ambito territoriale, che rispondono a quanto richiesto dal Piano nazionale.
Chiari gli obiettivi: rafforzare, in modo integrato, la sorveglianza entomologica e veterinaria e la lotta alle zanzare, per ridurre al massimo la densità di popolazione di questi insetti e individuare precocemente la circolazione dei virus, in particolare West Nile, sul territorio regionale; potenziare il sistema di sorveglianza sanitaria per identificare il più precocemente possibile eventuali casi sospetti; attuare immediatamente le misure di controllo per impedire la trasmissione del virus dalla persona alle zanzare e da queste a un’altra persona.
Il Piano è operativo dal 1^ maggio al 31 ottobre, con eventuali proroghe se la presenza di zanzare fosse ancora rilevante dopo tale data. Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria, che peraltro è attiva tutto l’anno, in questo periodo viene potenziata per individuare tempestivamente i casi sospetti, cioè persone con sintomatologia clinica compatibile con Dengue, Chikungunya, Zika virus o con complicanze, ad esempio di tipo neurologico, potenzialmente associate a queste infezioni, il tutto anche in cittadine e cittadini che non hanno viaggiato in aree endemiche. Per raggiungere la massima riduzione possibile della densità di popolazione della zanzara tigre, vettore di questi virus, il Piano prevede un programma di lotta con trattamenti larvicidi delle caditoie stradali in aree pubbliche; attività di educazione e coinvolgimento della cittadinanza nella gestione delle aree private; trattamenti adulticidi solo in caso di emergenza sanitaria o di infestazioni particolarmente intense e/o in siti sensibili quali ospedali, strutture residenziali protette, sempre previo parere preliminare del dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl competente per territorio. Un trattamento, quest’ultimo, che deve essere eseguito solo in caso di acclarata necessità e circostanziato in area ben definita. In un’ottica di salute umana, animale e ambientale, si conferma l’adozione dell’approccio one health, che integra la sorveglianza dei casi di malattia nelle persone con la ricerca del virus in zanzare e uccelli e si dimostra particolarmente utile nel caso di West Nile.
“Tutti insieme, istituzioni e cittadini, possiamo prevenire e contrastare la diffusione delle zanzare e ridurre il rischio di trasmissione di virus potenzialmente molto pericolosi- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Anche quest’anno la Regione è pronta, assieme ai Comuni a cui spettano gli interventi di disinfestazione e alle Aziende sanitarie, ad adottare tutte le misure e i provvedimenti previsti dal Piano di sorveglianza e controllo delle arbovirosi, sviluppato dal Gruppo tecnico regionale insieme ai referenti delle Conferenze territoriali sociali e sanitarie, dei dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende Usl e dei Comuni capoluogo”.
“In un contesto europeo e internazionale caratterizzato da crescente circolazione di virus trasmessi da vettori- aggiunge l’assessore- la capacità di intervenire in modo coordinato e misurabile rappresenta uno strumento essenziale per garantire la tutela della salute pubblica. Fondamentale per raggiungere gli obiettivi previsti è anche l’informazione alle cittadine, ai cittadini e la loro collaborazione: spesso si sottovaluta il rischio delle punture di zanzare e le conseguenze che possono provocare, ma bastano piccoli accorgimenti per fare la differenza”.
Alle persone viene chiesto, infatti, di adottare comportamenti corretti, a partire dai trattamenti larvicidi, sia per evitare la proliferazione degli insetti sia per proteggersi.
I dati epidemiologici in Emilia-Romagna nel 2025
Nel 2025 in Italia sono stati identificati diversi casi di trasmissione locale del virus Dengue, con un totale di 4 casi autoctoni in diverse regioni compresa l’Emilia-Romagna con 3 casi. Per quanto riguarda la trasmissione locale del virus Chikungunya, 384 i casi autoctoni in Italia, di cui 322 in Emilia-Romagna (fonte: www.epicentro.iss.it/arbovirosi/dashboard-2025). Sono stati 773, invece, i casi confermati di infezione da West Nile Virus nell’uomo in Italia, e di questi 367 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva; 30 si sono registrati in Emilia-Romagna (fonte: Bollettino N. 16 del 30 ottobre 2025).
La diagnosi precoce delle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive (Aedes sp.) è fondamentale per ridurre il rischio che il ritardo diagnostico favorisca il sorgere focolai autoctoni. Obiettivo prioritario per le Aziende sanitarie è il costante aggiornamento del personale di primo contatto con i potenziali pazienti, in particolare i medici di medicina generale, i pediatri e gli operatori sanitari delle strutture di Pronto soccorso. Altrettanto importante è la segnalazione tempestiva di ogni caso sospetto, con l’obiettivo complessivo di 48–60 ore massimo tra sospetto clinico e conferma da parte del Laboratorio di riferimento regionale (CRREM).
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.zanzaratigreonline.it costantemente aggiornato dal Gruppo tecnico regionale.


