Alessandro Ambrosio

A tre mesi dall’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, sono rimasti lettera morta tutti i buoni propositi, i precisi impegni e gli affidamenti presi nel corso dell’incontro che abbiamo avuto con il prefetto di Bologna due giorni dopo la tragedia avvenuta nei pressi della Stazione centrale del capoluogo felsineo. Situazione che si aggraverebbe ulteriormente se trovasse conferma l’allarme lanciato dal sindacato di Polizia Siulp secondo cui, a partire dal 13 aprile, ben cinque operatori della Polfer di Bologna potrebbero essere aggregati d’autorità alla Sezione Polfer di Rimini per sopperire alle carenze organiche del posto, create dalla decisione di ridurre il presidio da h24 alla sola fascia 7-19”.

Così Manola Cavallaro, segretaria regionale Fit Cisl Emilia-Romagna, nel commentare la notizia del possibile trasferimento degli agenti denunciata dal Siulp. “Peraltro – ha continuato – quello di ridurre le ore di presidio Polfer a Rimini, e quindi di fatto togliere il turno di notte, sarebbe una scelta scellerata anche per il periodo, visto che andiamo incontro alla stagione estiva. Una stagione in cui aumenta in modo esponenziale la presenza dei turisti, ma aumentano, come la statistica ci dice in maniera incontrovertibile, anche atti vandalici ed eventi criminosi”.

“Nell’incontro che si è tenuto presso la Prefettura bolognese subito dopo l’assassinio di Alessandro – ha rincarato la dose la sindacalista cislina – le nostre proposte hanno trovato consensi da politica e istituzioni” “Un coro unanime – ha continuato – su richieste determinanti come la maggiore presenza della Polfer a bordo treno, l’aumento del presidio delle forze dell’ordine nelle stazioni, una maggiore velocità d’intervento delle stesse forze dell’ordine a seguito delle chiamate del personale in fase di criticità, investimenti infrastrutturali sull’accesso a bordo treno dei soli passeggeri muniti di biglietto con l’installazione dei fornelli. Nello stesso tempo le Ferrovie dello Stato annunciavano l’introduzione di altre azioni concrete che hanno certamente riscontrato anche il nostro favore, tra cui le body cam diffuse a più lavoratori, aumento delle risorse di F.S. security e di guardie cinofile”.

“Nel complesso – ha insistito la sindacalista – una grande assunzione di responsabilità collettiva che però nel concreto si è tradotta solo, almeno nella gran parte, in impegni di facciata presi con leggerezza sull’onda dell’emotività.”

“Proprio per questo – ha concluso – abbiamo già avanzato una richiesta unitaria sindacale per avere un incontro urgente con il prefetto di Bologna e con quello di Rimini, così come abbiamo fatto con i prefetti di tutta la regione. In tal senso, attendiamo ancora che il prefetto di Bologna convochi un tavolo di coordinamento di tutte le prefetture dell’Emilia-Romagna, così come aveva annunciato. Non è più tempo di proclami, occorre un vero cambio di passo. Per noi, da tempo ormai, la sicurezza è diventata una vera e propria ossessione, vorremmo che lo diventasse per tutti. A partire da istituzioni e politica”.

 

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