Da sinistra: la dirigente del Settore Istruzione e Sport Paola Francia, il sindaco Massimo Mezzetti, l’assessora Federica Venturelli, la dirigente dell’IC9 Silvia Zetti e gli studenti in partenza per Napoli

Un viaggio tra memoria, incontro e solidarietà. È il cuore del progetto “Il treno dei desideri”, nato dal gemellaggio tra alcuni studenti modenesi e gli alunni dell’Istituto comprensivo De Amicis – Baracca di Napoli. Da giovedì 26 a sabato 28 marzo alcuni alunni e alunne delle scuole San Carlo saranno infatti accolti dai loro coetanei napoletani in una esperienza di scambio, conoscenza e produzione cinematografica.

Il percorso delle scuole è ispirato alla storia dei “treni della felicità”. Tra il 1945 e il 1947 nacque una straordinaria rete di solidarietà che, sostenuta dal Pci e, in particolare, dalle donne dell’Udi (Unione donne italiane), accolse tra Modena, Reggio Emilia e Bologna per mesi (talvolta anni) oltre 70mila “figli del Sud” per salvarli dalla miseria e dalle privazioni: bambini costretti a lavorare per vivere senza poter andare a scuola. A distanza di circa ottant’anni, quel gesto viene simbolicamente riletto e “rovesciato”: oggi sono i ragazzi napoletani ad accogliere i loro coetanei modenesi.

La seconda fase del progetto, avviato lo scorso anno, è stata presentata in conferenza stampa martedì 24 marzo, alla presenza del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, dell’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli e della dirigente dell’Istituto comprensivo 9 Silvia Zetti. In collegamento da Napoli sono intervenuti Diego Belliazzi, dirigente dell’Istituto comprensivo De Amicis – Baracca, le assessore a Istruzione e alle Politiche giovanili del Comune di Napoli Maura Striano  e Chiara Marciani e il regista Francesco Domenico D’Auria.

“Luciana Viviani era una partigiana napoletana e fu tra le prime deputate italiane. A proposito dei treni dei bambini che aveva fattivamente organizzato, amava dire che ‘questo Paese ha bisogno di ricordarsi di aver fatto delle cose bellissime’. Utilizzo non a caso le parole di una grande donna – sottolinea il sindaco Massimo Mezzetti – nell’anno che ci vede anche celebrare gli ottant’anni del voto alle donne. Questo viaggio da nord a sud, sui binari della curiosità e della conoscenza, è un dono reciproco con cui ricordiamo le ‘cose bellissime’ accadute grazie ai treni carichi di bambini e di speranza che hanno contribuito a unire un paese uscito da una guerra tragica e disastrosa. Erano bimbi e bimbe che lasciavano famiglie povere e disagiate per essere ospitati da famiglie che avevano poco, ma quel poco furono disponibili a dividerlo con chi aveva meno di loro. Un esempio di solidarietà straordinario che, purtroppo, sembra oggi irripetibile nella nostra società del benessere ripiegata nei suoi egoismi. Fortunatamente, anche oggi abbiamo però esempi di generosità che vengono messi in campo da una fitta rete di esperienze di volontariato di cui noi modenesi andiamo fieri. Assume infatti un valore particolare questa iniziativa proprio nell’anno in cui Modena è stat riconosciuta come capitale italiana del volontariato. A volte per guardare al futuro bisogna girarsi indietro e recuperare la memoria di fatti importanti. Queste ragazze e ragazzi si sono già conosciuti a distanza, ora si confronteranno entrando in relazione e mettendo in comune i loro vissuti e il lavoro svolto sulla memoria. Sarà una tappa importante della loro crescita, organizzata e sostenuta dalla collaborazione tra la scuola e le istituzioni. Di tutto questo siamo profondamente orgogliosi”.

“Come amministrazione comunale – evidenzia l’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli – abbiamo creduto fin da subito alla possibilità di far conoscere un pezzo della nostra storia, spesso dimenticato, che fa parte della nostra identità. Il nostro Paese dopo la guerra è rinato anche grazie a questi gesti di grande solidarietà tra territori. La storia dei ‘treni della felicità’ nasce grazie all’intuizione e alla lungimiranza delle donne dell’Udi che avevano capito che l’Italia si sarebbe rialzata dalle ceneri del nazifascismo solo dando un futuro ai bambini e togliendoli dalla povertà e dalle privazioni. Tutte le città che li hanno accolti non erano certo fiorenti in quei duri anni del dopoguerra, ma quelle famiglie e quelle persone scelsero di dividere quel che potevano con chi aveva sicuramente meno di loro. Sono fatti che hanno reso l’Italia un Paese più unito e solidale, da non dimenticare mai”.

Al viaggio partecipano 27 alunne e alunni che frequentano le classi prime della scuola secondaria di primo grado San Carlo, protagonisti del progetto già lo scorso anno quando erano alunni della primaria Cittadella. Il percorso, infatti, ha avuto avvio nel 2025 con attività di preparazione, studio e confronto e si conclude ora con l’incontro tra le due realtà.

Il progetto, finanziato dal bando “Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione”, promosso dai ministeri dell’Istruzione e del Merito e della Cultura,  nasce su impulso dell’Istituto partenopeo, situato nei Quartieri Spagnoli di Napoli, in un contesto urbano complesso segnato da fragilità sociali e da fenomeni di dispersione scolastica, e si propone come occasione educativa per rafforzare relazioni, motivazione e partecipazione attraverso la memoria e non solo.

Al centro, infatti, anche il cinema come strumento educativo e di cittadinanza attiva. Dopo la lettura del libro “Il treno dei bambini” (di Viola Ardone) e la visione dell’omonimo film (con regia di Cristina Comencini), gli studenti di Modena e Napoli hanno avviato un dialogo a distanza che ha portato alla costruzione del gemellaggio e alla progettazione di un mediometraggio la cui realizzazione è in programma proprio durante l’incontro dei prossimi giorni. In particolare, il prodotto cinematografico, ideato e realizzato direttamente dagli studenti con il supporto di professionisti del settore, racconterà l’incontro tra le due città, intrecciando memoria storica e vissuti contemporanei attraverso immagini, suoni e testimonianze.

 

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