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Un grave infortunio sul lavoro è avvenuto stamattina poco prima delle 7:00 in via Rabitti a San Tommaso della Fossa, Bagnolo in Piano, all’interno dello stabilimento di una ditta che si occupa di zincatura di metalli. Un operaio pachistano di 55 anni è caduto in una vasca di acqua bollente a oltre 90 gradi di temperatura, riportando ustioni sul 50% del corpo e in particolare alle gambe.

L’uomo è stato portato all’ospedale Maggiore di Parma dov’è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di rianimazione. Sul posto, i carabinieri e il personale della Medicina del Lavoro dell’Ausl reggiana per ricostruire la dinamica e accertare eventuali responsabilità.

Domenico Chiatto (Cisl)

“Prima di tutto la più grande solidarietà e vicinanza della Cisl all’operaio che stamane è rimasto gravemente ustionato in servizio dopo la caduta in un vascone di acqua bollente. E grazie di cuore al sistema dei soccorsi che è intervenuto permettendo di trasportare il più tempestivamente possibile il lavoratore al Centro ustionati del Maggiore di Parma”.

Così Domenico Chiatto, segretario generale aggiunto di Cisl Emilia Centrale, con delega alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, commenta l’accaduto nella zona industriale a San Tommaso di Bagnolo in Piano. Il sindacato attende l’esito degli accertamenti per fare luce sulla dinamica, dal momento che una caduta è sempre il primo degli elementi da studiare per capire se tutti gli strumenti di sicurezza sono stati forniti e/o attivati.

Questo nuovo infortunio si aggiunge alla serie negativa del 2025.
“A Reggio e provincia sono aumentati del 12.5% i morti sul lavoro: 9 gli incidenti mortali, dei quali 7 sui luoghi di lavoro e 2 stradali (uno durante il lavoro e uno mentre la persona si recava al lavoro). Nel 2024 erano stati otto. Guardando agli infortuni, si è registrata una lieve contrazione dello 0.2%, ma il numero assoluto resta troppo consistente – analizza Chiatto –. Parliamo di 9.277 infortuni denunciati nel 2025, a fronte di 9.292 l’anno precedente. Sostanzialmente le cose non sono cambiate in modo radicale”.
Diminuiscono le malattie professionali: – 3.22% nel 2025 (1.264 denunce), anche se il dato disaggregato mostra, rispetto al 2024, un aumento dei mesoteliomi (+23%), dei tumori maligni dell’apparato respiratorio (+133%), dei danni all’udito (+23%) e un numero sempre alto di patologie dell’apparato muscolo scheletrico (973 casi). Fermo restando che il sistema di monitoraggio non sempre associa la malattia alla causa professionale.

IL RUOLO CHIAVE DEGLI RLST
Chiatto è certo che un notevole passo avanti per una maggiore sicurezza si potrebbe avere credendo fino in fondo sul ruolo degli Rlst, i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale. “Sono figure preziosissime per mettere a terra una cultura vincente della prevenzione nelle piccole e medie aziende”, evidenzia il sindacalista Cisl.
Gli Rlst operano senza costi aggiuntivi per le imprese (che già hanno versato all’Ente bilaterale Eber) e senza poteri sanzionatori: “Sono super consulenti che aiutano le pmi a individuare le falle nei sistemi di tutela, accompagnandole nell’adozione degli upgrade che spesso fanno la differenza. Invece registriamo ancora troppa diffidenza sugli Rlst, accompagnata da un’ulteriore criticità: sono prossime allo zero percentuale le pmi reggiane che hanno aderito allo screening gratuito offerto dal piano regionale di prevenzione, che schiera le competenze del Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro di Ausl. Occorre rimboccarsi le maniche e occorre che a Reggio questo esercizio coinvolga tutti, in un’alleanza più forte. Seguiremo nei prossimi mesi con molto interesse il rinnovo degli Rlst: confidiamo che il mondo delle pmi colga l’occasione di rafforzamento della collaborazione con queste figure”, conclude Chiatto.

 

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