Integrare il Regolamento di Polizia Urbana introducendo il divieto di utilizzo di candele scintillanti, fontanelle luminose, scintille luminose e altri dispositivi pirotecnici all’interno di pubblici esercizi, locali da ballo e spazi di intrattenimento al chiuso, anche alla luce dei tragici fatti avvenuti a Crans-Montana in Svizzera. È quanto chiede la mozione presentata da Giovanni Bertoldi (Lega Modena), approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 16 febbraio.

La proposta impegna sindaco e giunta a modificare il Regolamento di Polizia Urbana introducendo un divieto esplicito, prevedendo sanzioni per i trasgressori e una campagna informativa rivolta ai gestori dei locali. La deroga è consentita esclusivamente in presenza dei Vigili del Fuoco con idonee attrezzature. Restano esclusi dal divieto l’uso occasionale di candeline tradizionali su torte, purché nel rispetto delle condizioni di sicurezza, e le attività svolte all’aperto. Le nuove disposizioni, inoltre, si applicherebbero anche ai circoli privati e associativi che svolgono attività di intrattenimento, musica o ballo in ambienti chiusi.

Aprendo il dibattito, per il Pd, Stefano Manicardi ha ringraziato il proponente per aver sollevato un tema che riguarda non solo fatti recenti, ma la sicurezza dei locali in generale. Il consigliere ha sottolineato che aggiornare i regolamenti comunali significa “favorire chi fa impresa seriamente e vuole rispettare le regole”, offrendo chiarezza agli operatori e strumenti più efficaci di controllo all’amministrazione. “La mozione va nella direzione giusta”, ha affermato il consigliere, perché rafforza un lavoro già avviato dal Comune per migliorare prevenzione, sicurezza e qualità della vita collettiva. A sua volta Gianluca Fanti ha spiegato che il regolamento di polizia urbana disciplina già i fuochi d’artificio, ma solo per quanto riguarda l’esterno, riflettendo una casistica legata soprattutto a rumori e disturbi. I recenti episodi hanno tuttavia mostrato rischi nuovi e inattesi. “Non si pensava che la fantasia della gente potesse arrivare a fare quello che purtroppo abbiamo visto”, ha osservato il consigliere, sottolineando la necessità di colmare questa lacuna normativa. Dal canto suo Matteo Gualdi ha chiarito che la mozione non nasce dall’emotività, ma dalla responsabilità di prevenire rischi concreti legati a dispositivi scenografici utilizzati nei locali, evidenziando come un divieto esplicito possa dare chiarezza agli esercenti e strumenti alle autorità di controllo. Secondo il consigliere, norme più precise aiutano anche i gestori, evitando ambiguità e responsabilità inconsapevoli.

Intervenendo per Avs, Laura Ferrari ha definito la misura “necessaria per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza anche oltre l’emotività del momento: dobbiamo far sì che il tema rimanga anche nel futuro”, sottolineando l’importanza di modificare il regolamento per prevenire situazioni di rischio in modo stabile. Per la consigliera intervenire ora significa garantire che la prevenzione diventi una regola strutturale, capace di proteggere le persone nel tempo e di evitare che tragedie simili possano ripetersi.

Infine Giovanni Bertoldi ha precisato di aver presentato la mozione come un intervento di responsabilità, sottolineando che la sicurezza non è un tema politico ma una priorità condivisa. Il consigliere ha spiegato che l’obiettivo della proposta è inserire un divieto stabile nel regolamento comunale, superando soluzioni temporanee come le ordinanze, e che questo intervento consentirebbe di rafforzare la tutela dei giovani e offrire maggiore certezza normativa agli operatori.

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